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Doppio canale formativo pericoloso e squalificante

Gerardo Dessì

di Gerardo Dessì*

Il Fassid area Snr Giovani valuta molto negativamente la bozza del ddl delega ex art. 22 del Patto della Salute sulla gestione e sullo sviluppo delle risorse umane, per quanto riguarda l’accesso di personale neo-laureato medico al Servizio Sanitario Nazionale in quanto potenzialmente demolitivo delle regole del SSN.
Proporre di fatto la creazione di un doppio canale formativo appare provvedimento pericoloso e squalificante. Respingiamo l’ipotesi che un medico neo-laureato, senza specializzazione, possa essere assunto per assolvere compiti progressivamente complessi, con uno stipendio di livello infermieristico, e possa essere messo a disposizione previa soppressione di un numero corrispondente di posti nelle dotazioni organiche delle aziende sanitarie.
Il contratto di formazione specialistica richiamandosi all’art.38 del DLGs 368/99 e’ molto esplicito nel sancire che in nessun caso l’attivita’ dello specialista in formazione possa essere sostitutiva di quella del personale di ruolo. Ne deriva che il ruolo dello specializzando deve necessariamente svolgersi sotto il controllo diretto di tutor, figura attualmente non individuabile, per motivi organizzativi e formativi, all’interno delle strutture ospedaliere presenti sul territorio italiano. Aggiungiamo poi che la formazione dello specializzando è esplicitamente vincolata, oltre che ad attività di reparto, alla fruizione di lezioni formali ex cathedra che ad oggi la stragrande maggioranza degli ospedali italiani non potrebbero fornire non soltanto per la mancanza di spazi idonei, che già’ di per sé costituisce un elemento significativo, ma soprattutto perché per il personale di ruolo impiegato nel SSN attualmente non e’ prevista alcuna formula contrattuale che lasci spazi retributivi ed in termini di orario di servizio, dedicati ad un tale scopo.
Nel già complicato panorama della problematica assicurativa come potrebbero inoltre essere inquadrati medici specialisti in formazione ai quali vengono demandate funzioni assistenziali autonome, allorquando problematiche medico-legali dovessero intervenire?
I rischi di un duplice percorso formativo sono molteplici: si tenterebbe di formare degli specialisti unicamente in campo ospedaliero, senza alcun controllo, preparazione universitaria e al di fuori di reti formative ospedaliero-universitarie predefinite; si qualificherebbero un numero spropositato di specialisti rispetto al reale fabbisogno del SSN; gli ospedali potrebbero avvalersi di un numero incontrollato di manodopera a basso costo; si rischierebbe di formare due categorie specialisti rispettivamente di serie A e di serie B; non si chiariscono i criteri di selezione di questo tipo di personale ed il loro inquadramento.
Assisteremmo difatti alla circolazione di professionisti “a prezzo scontato” che poi potranno (?) successivamente accedere in soprannumero, al termine di un periodo di prova, ad una scuola di specializzazione. Il Fassid Area SNR Giovani è nettamente contrario a questa strategia “low-cost” di sopperire alle carenze di organico del SSN:il risparmio in sanità non deve avvenire sulla dotazione organica e sulla qualificazione dei professionisti del SSN.
Il modello formativo che proponiamo, esposto anche al recente convegno sulla formazione della Fnomceo, prevede un percorso misto di iniziale formazione nelle strutture universitarie e conclusione della carriera formativa specialistica nelle strutture ospedaliere durante gli ultimi due anni di corso, previa creazione della “rete formativa” attraverso la stipula di convenzioni ospedaliero-universitarie, nel pieno rispetto dell’art. 43 del Dlgs 368/99. Questo al fine di garantire una progressiva responsabilizzazione degli specializzandi finalizzata alla capacità di poter operare in autonomia al momento del conseguimento del titolo di specialista. In merito alla nostro modello di formazione chiediamo un costante monitoraggio dell’accesso formazione specialistica (con date di esame programmate con regolarità, numero complessivo e distribuzione localistica dei contratti di formazione relazionata ai fabbisogni del SSN) e la vigilanza del rispetto degli standard formativi ai sensi del D.M.29.03.2006 (rispetto del numero minimo e tipologia di procedure diagnostiche terapeutiche e chirurgiche previste in ogni anno di corso di specializzazione).
Il Fassid Area Snr Giovani respinge infine con forza ogni tentativo che da più parti attualmente interviene atto a silurare il neonato concorso nazionale per l’accesso la formazione specialistica: questo concorso è il frutto di almeno un decennio di richieste da parte delle associazioni di categoria degli specializzandi, in modo tale da poter fruire di uno strumento di accesso alla scuola svincolato dalle logiche baronali e localistiche. Riteniamo che vadano migliorate tutte le sue storture e lacune (per esempio svolgendo le prove in sole 2-3 sedi nazionali,monitorando con dovizia lo svolgimento delle stesse, e controllando adeguatamente la preparazione delle domande per evitare i recenti dilettantistici errori commessi dal Cineca) ma lo strumento del concorso unico nazionale, sul modello del Mir spagnolo, così faticosamente guadagnato in Italia va difeso ad oltranza.

* Responsabile Snr Giovani

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