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Antibiotico-resistenza: il Nice propone due nuove linee guida

farmaci

L’AIFA riprende la Campagna sull’uso responsabile degli antibiotici.

“Per sostenere gli sforzi nazionali per la riduzione della resistenza antimicrobica, il Nice – National Institute for Health and Care Excellence – sta sviluppando due linee guida. La prima si focalizza principalmente su questioni relative alla sicurezza e all’efficacia della gestione antimicrobica in relazione all’uso di antimicrobici nell’assistenza sanitaria e sociale; questo documento mira a individuare quali interventi e sistemi possano influenzare positivamente i processi decisionali nel campo dell’assistenza sanitaria e sociale, identificando i possibili ostacoli a una gestione efficace, assieme alla revisione dei processi, per ridurre l’emergenza della resistenza antimicrobica. La seconda è una linea guida di salute pubblica che si concentrerà sulla necessità di modificare le conoscenze, gli atteggiamenti e i comportamenti della popolazione sull’uso degli antimicrobici e di educare gli operatori sanitari sulle migliori pratiche che possano ridurre la diffusione della resistenza antimicrobica”. È quanto fa sapere l’Agenzia Italiana del Farmaco, che “unitamente all’impegno nello sviluppo di nuovi antibiotici, è convinta che l’efficacia della comunicazione e la correttezza dell’informazione rappresentino una vera responsabilità per le Istituzioni per la promozione e la tutela della salute dei pazienti. Per questo motivo già dal 2008 l’Agenzia ha promosso delle Campagne di comunicazione incentrate sul tema del corretto uso degli antibiotici, dirette sia ai cittadini sia agli operatori sanitari”. “Nel nostro Paese” ricorda l’Aifa “i dati dell’ultimo rapporto “L’uso dei farmaci in Italia 2013”, realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei Medicinali (OsMed), hanno evidenziato consumi maggiori di antibiotici nelle regioni del Sud Italia (in particolare Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), mentre i consumi più bassi si registrano nella P.A. di Bolzano, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto, in assenza quindi di mutamenti epidemiologici che possano giustificare il differente ricorso a questa categoria di farmaci. Ciò prefigura un gap informativo che porta a una percezione dell’uso dell’antibiotico difforme dalle sue reali indicazioni e a una prescrizione per la cura di patologie, come raffreddori o influenze, per le quali non è efficace. Laddove, invece, le informazioni disponibili sono autorevoli e corrette i risultati si vedono. Le Campagne AIFA per l’uso appropriato degli antibiotici hanno fatto registrare nelle diverse edizioni una diminuzione dei consumi con conseguente contrazione della spesa farmaceutica per questa categoria di medicinali, con conseguente miglioramento sia dal punto di vista della tutela della salute pubblica, sia di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale”. Anche quest’anno l’Agenzia rinnova il messaggio mirato alla sensibilizzazione dell’uso razionale di questa categoria di medicinali con una Campagna di comunicazione. Uno dei messaggi principali della Campagna AIFA è quello di non usare gli antibiotici per curare virus o raffreddori e assumerli solo se necessario. Una volta iniziata la terapia, poi, è fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni di dosi e durata, perché interrompere arbitrariamente il trattamento prima del tempo rende i batteri sempre più “forti”. Protagonista dello spot video è un batterio che cerca di bypassare le “regole del club” (idealmente quello dei “virtuosi” che utilizzano gli antibiotici nel modo corretto) ma viene “annientato” dai comportamenti appropriati raffigurati nelle parole chiave “NECESSARIO”, “DOSI E DURATA” “NO VIRUS, INFLUENZA, RAFFREDDORI” e in chiusura dalla parola stessa “ANTIBIOTICI” che solo se impiegati rispettando le regole funzionano contro gli agenti patogeni.

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