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Chiamparino (Regioni): necessario incontro urgente con Renzi

sergio chiamparino

“Dopo l’emendamento al Ddl di riforma costituzionale, approvato in Commissione affari costituzionali della Camera, che riconduce le competenze legislative in materia di politiche attive del lavoro in capo allo Stato, occorre una riflessione comune sulle prospettive e sul ruolo delle Regioni”.
«È necessario “un incontro urgente” con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per “individuare interventi correttivi al testo del Disegno di legge costituzionale,” in materia di politiche attive del lavoro, ma “più in generale, per una riflessione comune sulle prospettive e sul ruolo delle Regioni». La richiesta è stata formulata a nome della Conferenza delle Regioni in una lettera che il Presidente Sergio Chiamparino ha inviato al Presidente del Consiglio, al Sottosegretario Delrio e ai Ministri Boschi, Lanzetta e Poletti. L’ulteriore caso, in ordine cronologico, che ha portato il Presidente della Conferenza delle Regioni a scrivere al Presidente del Consiglio nasce dal dibattito sul Disegno di legge costituzionale, approvato dal Senato e attualmente all’esame della Camera dei Deputati. “La Commissione Affari costituzionali, nella predisposizione del testo per l’Aula, ha approvato – fra gli altri – un emendamento all’articolo 30, di modifica dell’articolo 117 della Costituzione, che riconduce in capo allo Stato la piena competenza in materia di tutela e sicurezza del lavoro e, cosa ancor più grave, in materia di politiche attive del lavoro”. La Conferenza delle Regioni, nella seduta odierna, scrive Chiamparino – “ha espresso netta contrarietà su tale intervento” che “priva le Regioni delle competenze in materia di lavoro, determinando una separazione netta fra le politiche attive e la formazione professionale che resta di competenza regionale, facendo così venire meno quel legame che necessariamente deve invece sussistere per il buon funzionamento del sistema”. La “ricentralizzazione delle competenze in materia di lavoro, contraria peraltro a quanto accade negli altri Paesi europei, rischia di replicare le fallimentari esperienze del passato”. È importante, conclude Chiamparino che “la programmazione delle politiche attive resti di competenza delle Regioni che, per la maggiore vicinanza ai territori, sono in grado di modulare gli interventi sulla base delle effettive esigenze del contesto produttivo locale”.

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