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La diffusione sul territorio del Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) è ancora molto frammentata

sanità elettronica

Solo il 13% della popolazione è dotata di un fascicolo attivo. Entro novembre 2015 tutte le aziende sanitarie dovranno consentire il pagamento online delle prestazioni erogate e rendere disponibili i referti anche in formato digitale. È quanto sottolinea il primo report della consultazione pubblica online del piano “Crescita Digitale” conclusa il 20 dicembre 2014.
I piani “Crescita Digitale” e “Banda Ultra Larga” elaborati dalla Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia per l’Italia Digitale e all’Agenzia per la Coesione, sono finalizzati al perseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea in Italia. “La consultazione online” riferisce una nota dell’Agenzia per l’Italia Digitale “ha contato 5.500 visite, fatte da 3.985 differenti utenti unici. Il testo Strategia italiana per la banda ultralarga ha ricevuto 349 commenti da 33 differenti utenti commentatori, mentre il testo Strategia per la crescita digitale 2014-2020 ne ha ricevuti 578 da 83 differenti utenti. Insieme alla consultazione pubblica online, i due documenti sono stati discussi in riunioni e seminari sia con le amministrazioni regionali, sia con i vari stakeholders. Oltre ai commenti ricevuti con la consultazione online sono arrivati oltre 50 documenti di raccomandazioni da diversi attori economici del settore”.
“Il processo di digitalizzazione della sanità, già avviato dopo la pubblicazione delle linee guida sul Fascicolo Sanitario Elettronico da parte del Ministero della Salute nel 2011, ha subito nel corso degli ultimi due anni” evidenzia il report “Crescita Digitale “un’importante accelerazione, con l’approvazione di diversi decreti in materia di sanità elettronica e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico su tutto il territorio nazionale.
Tuttavia, a fronte di un quadro di programmazione ormai definito, la diffusione sul territorio del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è ancora molto frammentata. In base ai dati del Rapporto sull’Innovazione nell’Italia delle regioni (RIIR) pubblicato dal CISIS nel 2012, il FSE è stato già realizzato ed è a disposizione dei cittadini in quattro regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna) e nella Provincia Autonoma di Trento, ma il numero di fascicoli realmente attivi e funzionanti è ancora molto basso: solo il 13% della popolazione è dotata di un fascicolo attivo, di cui la gran parte risulta residente in Lombardia (6 milioni circa di FSE attivi). Inoltre, le funzionalità integrate nei diversi fascicoli e la tipologia di documenti gestiti in digitale che confluiscono nei repository sono ancora molto disomogenee tra di loro.
Uno dei problemi principali da affrontare per arrivare ad una completa diffusione del FSE rimane il livello di informatizzazione delle aziende sanitarie sul territorio: l’Osservatorio sulla sanità elettronica del Politecnico di Milano segnala infatti che solo il 6% delle cartelle cliniche in Italia è dematerializzato e, problema ancora più rilevante, il grado di maturità ed interoperabilità tra le cartelle elettroniche disponibili è ancora troppo basso. Un ulteriore tema rilevante è l’introduzione della ricetta elettronica in sostituzione della ricetta cartacea, di cui è prevista l’entrata a regime per l’80% delle prescrizioni entro il 2014 in tutte le Regioni. In base ai dati di fine 2013 dell’Osservatorio Piattaforme Between , il 49% delle aziende sanitarie offre la possibilità di prenotare online le visite specialistiche, il 24% di pagare il ticket via web ed il 43% di accedere ai referti. Molto importante risulta la presenza di piattaforme di livello regionale che offrono il servizio a tutte o alla maggior parte delle aziende sanitarie presenti sul territorio. Entro novembre 2015 tutte le aziende sanitarie dovranno consentire il pagamento online delle prestazioni erogate e rendere disponibili i referti anche in formato digitale. Infine, il Patto per la Sanità Digitale ha rafforzato l’impegno congiunto tra Regioni e Governo per l’innovazione tecnologica nella sanità, prevedendo l’avvio di attività per la definizione di un Masterplan per le iniziative di Sanità Digitale entro la fine del 2014”.

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