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Fassid: diffida alle aziende sullo sblocco dell’indennità di esclusività sancita dalla Legge di Stabilità

medici

«La Legge di Stabilità per il 2015 ha finalmente rimosso i vincoli introdotti con la legge 122/10 che hanno impedito le progressioni economiche dei dirigenti medici e sanitari». È quanto afferma Alessandra di Tullio,  Coordinatore della Fassid per l’anno 2015 che aggiunge «Consapevoli che l’indennità di esclusività graverà pesantemente sulle aziende, la Fassid ha deciso di inoltrare a tutte le direzioni generali una diffida in cui si chiede di agire rapidamente al fine di erogare ai dirigenti medici arrivati ai 5 e 15 anni di anzianità, i corretti valori dell’indennità stessa, come previsto nella normativa contrattuale. Nel momento in cui si perpetua, sempre con la stessa Legge di Stabilità, il blocco dei rinnovi contrattuali, almeno si permetta il recupero di una importante perdita economica che negli ultimi anni ha creato gravi disagi soprattutto ai più giovani entrati nel SSN. Mentre tale recupero è esclusivo della dirigenza medica, la crescita dello stipendio di posizione nella sua variabile aziendale, anch’essa non più bloccata, interessa sia la dirigenza medica che quella sanitaria rappresentata nella Fassid da psicologi e farmacisti. La Conferenza delle Regioni, con due precisi documenti ad ottobre del 2010 ed a febbraio del 2011, aveva interpretato in modo non ostativo l’attribuzione dell’indennità di esclusività a chi avesse maturato i 5 e 15 anni di anzianità ma in molte realtà locali a tale presa di posizione non hanno fatto seguito azioni concrete e molti colleghi si sono visti recapitare missive che annunciavano la valutazione positiva e la possibilità di fruire dell’aumento ma con congelamento dello stesso per il blocco legislativo. Ecco perché nella diffida non chiediamo solo l’immediata erogazione della indennità maggiorata» conclude di Tullio «ma anche il pagamento di tutti gli arretrati dal momento della valutazione positiva. Se poi talune aziende non avessero fatto la valutazione con il Collegio tecnico, devono procedere subito avendo disatteso le norme contrattuali».

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