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Comma 566 e competenze professionali, Fnomceo: Un vero e proprio strappo di metodo e di merito all’art. 22 del Patto della Salute

amedeo bianco

«Un vero e proprio strappo di metodo e di metodo al Patto della Salute 2014/2016». Così il Comitato Centrale della Fnomceo, per voce del suo presidente Amedeo Bianco, in una Lettera inviata a tutti i presidenti d’Ordine e Cao, definisce il “Comma 566” della Legge di Stabilità – riguardante la ripartizione delle competenze professionali. Ma perché si parla di “strappo” del Patto della Salute (in particolare per l’articolo 22)? “Lo strappo sul metodo è facilmente intuibile – spiega la Lettera -: quei contenuti dovevano essere oggetto di un disegno di legge delega al termine di una concertazione con le parti interessate”, e non di “un comma dichiarato inemendabile dal Governo» dato che la Legge di Stabilità è stata, come è noto, approvata con un voto di fiducia. “Per quanto riguarda il merito – continua la Lettera -, l’unico elemento nuovo rispetto all’ordinamento previgente è contenuto nell’incipit del comma 566 e cioè: “Ferme restando le competenze dei laureati in medicina e chirurgia in materia di atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi, cura e terapia, …”. La vera “novità” del comma 566 è l’assunzione a rango ordinamentale di un nuovo paradigma nel governo delle competenze secondo cui, al momento, per i medici chirurghi, solo gli atti complessi e specialistici restano esclusivi”. Con quali conseguenze? Secondo la Fnomceo, “con un manufatto legislativo da brividi, stante l’evidente discrepanza tra la portata del fine (limitare le competenze esclusive del medico) e la assoluta indefinitezza dell’oggetto da limitare (gli atti complessi e specialistici), si legittimano in realtà le più svariate scomposizioni delle competenze del medico che costituiranno fonti inesauribili per variegati mansionari professionali low cost su cui fondare innovazioni delle organizzazioni e delle relazioni professionali”. In conclusione, a giudizio del Comitato Centrale, “questa pasticciata norma consegna in tante manine, e ad altrettante esigenze del decisore di turno, un pilastro ordinamentale: le competenze del medico certificate dallo Stato, con riflessi imprevedibili sulla determinazione dei fabbisogni, sui contenuti formativi, sull’articolazione delle funzioni e compiti nelle organizzazioni pubbliche e private, sul mercato del lavoro medico e sanitario già devastato da vasti e trasversali fenomeni di sottoccupazione e disoccupazione. E non è tutto: “tale “liquidità” delle competenze e delle connesse responsabilità determinerà ulteriori incertezze nel nostro sistema civile e penale relativo alla responsabilità professionale”. Ma la questione specifica del “Comma 566” non è che il sintomo di “un’allarmante consunzione dell’architrave ordinamentale del nostro SSN, un fenomeno complesso e difficile da percepire in tutta la sua portata erosiva, del diritto unico ed indivisibile alla tutela della salute”. Per questo, la Fnomceo non ci sta: “Il Comitato Centrale ha ritenuto di declinare l’invito a partecipare alla cosiddetta “Cabina di Regia”, istituita allo scopo di monitorare i processi attuativi del Patto della Salute, pur apprezzandone lo spirito che lo anima e le potenzialità che esprime”.

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