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Piemonte: Approvati tutti i bilanci consuntivi 2013 delle aziende sanitarie

contabilità

Saitta: «Finalmente chiarezza nei conti, già nel 2014 netti miglioramenti: mancavano i controlli».
«Se a dicembre 2014 avevamo approvato dopo averli esaminati nel dettaglio tutti i bilanci consuntivi 2012 delle 19 aziende sanitarie, ora abbiamo completato l’approvazione di tutti i 19 consuntivi 2013 ed entro il mese prossimo, i direttori generali delle aziende sanitarie dovranno obbligatoriamente adottare e trasmettere alla Regione i bilanci consuntivi del 2014. Possiamo dire che da oggi, dopo anni di giuste e ripetute contestazione da parte della Corte dei Conti e dei Ministeri dell’Economia e della Salute, il Piemonte rispetta le regole fondamentali della contabilità». Così commenta l’assessore alla sanità del Piemonte Antonio Saitta l’approvazione di ieri dei bilanci consuntivi 2013 delle aziende sanitarie. “L’adozione dei bilanci d’esercizio del 2012 e del 2013 da parte delle Aziende sanitarie prima e l’approvazione della Regione poi” spiega la Regione “è il risultato di un attento e intenso lavoro analitico svolto dai tecnici dell’Assessorato alla Sanità con il supporto dell’Agenas e dell’advisor Kpmg”. «Fin da luglio – commenta Saitta – avevo impresso una vera accelerazione al controllo dei bilanci, un lavoro che di fatto languiva ed oggi posso dire che finalmente si ha un quadro preciso della situazione contabile, un dato essenziale per governare una sanità come quella del Piemonte sottoposta al gravoso piano di rientro dal debito da oltre quattro anni».
“Il consolidamento dei dati economici derivante dai bilanci d’esercizio” riferisce la Regione “rileva per il 2012 un risultato di gestione di -126 milioni di euro che, tenendo conto delle coperture di bilancio regionale di 130 milioni di euro, si ridetermina in +4 milioni di euro. Per il 2013 si rileva un risultato di gestione pari a -38 milioni di euro che, tenendo conto delle coperture di bilancio regionale di 50 milioni di euro, si ridetermina in +12 milioni. La copertura del disavanzo con fondi regionali in misura superiore al pareggio serve per coprire anche le esigenze del fabbisogno di competenza del 2011.
Dal confronto consuntivo 2013/2012 si rileva che il contenimento del disavanzo che scende dai da -126 milioni di euro del 2012 ai -38 milioni di euro del 2013 è determinato essenzialmente da due fattori:
• una riduzione dei costi interni (riga B) di -67 milioni di € riferita però in modo prioritario al costo del personale: il costo del personale (riga B1) si è ridotto di ben 56 milioini di euro, mentre quello per la spesa per prodotti farmaceutici ed emoderivati era addirittura aumentato di ben 27 milioni di euro e quello per altri bene e servizi (riga B3) si era ridotto di 54 €/mln
• una contrazione dei costi esterni (riga C) di -99 milioni di €: le prestazioni da privato (C3) si sono ridotte di –86 €/mln e la spesa per la farmaceutica convenzionata di -15 €/mln”
«Insomma, la dimostrazione di quello che da mesi andiamo sostenendo: soprattutto nel 2012, gli unici risparmi che le aziende avevano effettuato erano stati quelli dovuti al blocco pressoché totale del turn over del personale, una scelta che la Giunta regionale allora in carica non ci risulta abbia contrastato e di cui i nostri ospedali pagano ancora oggi le drammatiche conseguenze» aggiunge Saitta. La situazione però ha cominciato a cambiare: sulla base del preconsuntivo del IV trimestre 2014, l’assessorato regionale che negli ultimi mesi ha monitorato l’andamento dei bilanci delle Aziende mese per mese è già in grado di prevedere con sufficiente certezza che l’esercizio si concluderà con un risultato di gestione positivo in quantità sufficiente per finanziare nel corso del 2015 il costo dell’aumento di personale sanitario«”per il quale – ricorda Saitta – il presidente Chiamparino ha chiesto al cosiddetto Tavolo Massicci la convocazione urgente ed anticipata per esaminare la nostra richiesta di deroga al blocco ai ministeri che ci controllano». “Per evitare facili ottimismi” prosegue la Regione, “occorre ricordare che il risultato del 2014, che dovrà essere confermato definitivamente con l’adozione dei bilanci d’esercizio entro il mese di aprile, si otterrà perché:
1. è stato utilizzato un fondo di accantonamento, che doveva servire per gli investimenti; con questo risorse è stato finanziato anche il saldo della mobilità che nel 2013 è stato -19 €/mln (riga A2) e nel 2014 sarà almeno di – 37 €/mln
2. sono state assunte dalla Giunta Chiamparino immediatamente dopo l’insediamento, decisioni per la governance regionale della sanità attraverso l’istituzione di tavoli tecnici di confronto con le aziende sanitarie finalizzato ad identificare la spesa non sanitaria (esempio: rate di mutuo pagate per il disavanzo 2000), monitorare lo stato di attuazione del contenimento della spesa, mitigare l’aumento della spesa registrata nel comparto del farmaco (ospedaliera, diretta e convenzionata), concentrare le gare d’appalto per beni e servizi a livello di quadrante, effettuare alcune gare d’appalto a livello regionale”.
«Gli effetti del governo della sanità che hanno già iniziato a produrre risultati di riduzione della spesa nel quarto trimestre del 2014, si svilupperanno in modo consistente nell’intero esercizio 2015 e saranno maggiori con l’aumento dei controlli che stiamo elaborando e con l’assegnazione ai direttori generali che saranno nominati prossimamente di obiettivi puntuali» – afferma Saitta che con un po’ di ottimismo aggiunge: «Il 2015 può essere l’anno del cambiamento per migliorare la sanità piemontese guardando al futuro: è a portata di mano la ripresa dell’attività dopo anni di decrescita che hanno aumentato le liste di attesa e la quantità dei piemontesi che hanno scelto di andare farsi curare fuori regione. Sono certo che le misure adottate in questi mesi elimineranno sprechi e diseconomie e libereranno risorse per investimenti e tecnologie. Le indicazioni sulla riorganizzazione della rete ospedaliera sono suffragate da dati scientifici: senza chiudere ospedali e senza ridurre servizi all’utenza, garantiremo più sicurezza ai cittadini e costruiremo contemporaneamente un sistema di assistenza territoriale con la stessa autorevolezza degli ospedali».

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