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Termovalorizzatore di Torino: i primi risultati sugli inquinanti organici prima dell’entrata in funzione dell’impianto

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Sarà pubblicato domani 4 marzo sul sito di SPoTT il report contenente i primi risultati del programma di biomonitoraggio realizzato nel 2013 riguardante i livelli di bioaccumulo di inquinanti organici prima dell’avvio dell’impianto di termovalorizzazione di zona Gerbido a Torino. SPoTT, sistema di sorveglianza coordinato da Antonella Bena del Servizio di Epidemiologia dell’ASL TO3 progettato e condotto dai Servizi di epidemiologia regionali, Arpa, ASL TO3, ASL TO1 e Istituto Superiore di Sanità, ha lo scopo di valutare i potenziali effetti avversi sulla salute dell’inquinamento ambientale nelle aree circostanti il termovalorizzatore. “Si tratta” spiega l’Asl To3 “del più grande intervento di questo genere mai condotto in Europa sulla popolazione residente nei pressi di un inceneritore di rifiuti solidi urbani. Sono stati coinvolti nel programma 198 residenti nell’ASL TO3 (tutti nell’area di ricaduta prevalente delle emissioni), 196 nell’ASL TO1 (tutti fuori dall’area di ricaduta), 13 allevatori (di aziende nei pressi dell’impianto) e 55 lavoratori addetti all’impianto stesso. A giugno-luglio 2013, a impianto spento, sono stati eseguiti prelievi di urine e sangue per la ricerca di metalli, PCB (policlorobifenili), diossine e OH-IPA (metaboliti idrossilati degli Idrocarburi Policiclici Aromatici), dei comuni parametri ematochimici di base utili ad un inquadramento dello stato di salute generale, di una selezione di test ormonali, della misurazione della pressione arteriosa e della funzionalità respiratoria. Tutte le persone sono state intervistate per raccogliere dati sulle abitudini alimentari e voluttuarie utili per l’interpretazione dei risultati, e sulla percezione del rischio.Il report presenta i risultati relativi a diossine, PCB e OH-IPA, condivisi dal Comitato Tecnico Scientifico. Diossine e PCB sono stati determinati su un sottogruppo di 102 residenti (50 nel territorio dell’ASL TO3 e 52 nel territorio dell’ASL TO1) in età compresa tra 35 e 49 anni. L’analisi dei dati non ha evidenziato differenze tra le due ASL mentre sono stati rilevati un aumento progressivo delle concentrazioni con l’età e mediane più elevate nei soggetti di sesso femminile a parità di età. I livelli ematici di diossine e PCB diossino-simili osservati nella popolazione residente a Torino risultano essere paragonabili o inferiori a quelli misurati in altri Paesi. Per quanto riguarda gli OH-IPA, i singoli composti danno luogo a un profilo generalmente comparabile con quelli riportati in letteratura per popolazioni non-occupazionalmente esposte. Le mediane misurate per i diversi analiti sono risultate significativamente più elevate nell’ASL-TO1 rispetto all’ASL-TO3. Tale differenza sembra essere riconducibile a differenze nell’esposizione a traffico autoveicolare e a fumo di tabacco. Diossine e PCB sono stati determinati anche su 40 lavoratori addetti alle linee del termovalorizzatore (attività che prevedono la possibilità di contatto con sostanze pericolose), tutti di sesso maschile e in età compresa tra 22 e 64 anni. I risultati delle analisi hanno evidenziato valori mediamente più bassi di quelli della popolazione residente. Per ciò che concerne gli OH-IPA, determinati su 55 lavoratori in totale, alcuni metaboliti presentano livelli superiori nei lavoratori addetti alle linee rispetto a amministrativi e dirigenti. Non sono state evidenziate differenze con i residenti tranne che per il 9-OH-Fluorene la cui presenza è più bassa nei lavoratori anche a parità di abitudine al fumo ed esposizione al traffico veicolare. I risultati individuali verranno consegnati agli interessati nei prossimi giorni. È stata organizzata una formazione specifica rivolta al personale sanitario che ha operato in fase di biomonitoraggio (tecnici di laboratorio, infermieri, personale amministrativo) e ai medici di base delle persone campionate, al fine di fornire un valido supporto ad eventuali quesiti provenienti dai propri assistiti”. Per Antonella Bena, del Servizio di Epidemiologia dell’ASL TO3, coordinatrice del programma, «i risultati costituiscono una fonte di informazione indispensabile per valutare la presenza di fattori di rischio ambientale per la salute nella zona circostante l’inceneritore prima della sua entrata in funzione».

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