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Alleanza SIMG-FADOI-AMD: Position Paper per la lotta agli accidenti cardiovascolari

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di Emilio Galbo 

Le nuove frontiere della farmaco-genetica e le nuove evidenze scientifiche sull’uso dell’Acido Acetil Salicilico (ASA), in ambito cardiovascolare e nella protezione oncologica, rappresentano gli elementi chiave che hanno avvicinato le tre società scientifiche nella definizione di un protocollo terapeutico assistenziale condiviso. Pare incredibile, ma dopo oltre 110 anni dalla sua scoperta, l’acido acetilsalicilico promette ancora nuove opportunità terapeutiche, che convincono la comunità scientifica circa il suo impiego in cardio protezione nei soggetti con profili di rischio multifattoriali ma non ancora colpiti da accidenti cardiovascolari. Più che ipotesi terapeutiche, sono i risultati che emergono da alcune meta-analisi,  elaborate da autorevoli ricercatori sull’uso dell’acido acetilsalicilico, già impiegato su svariati milioni di soggetti per il trattamento antalgico e anticoagulante. Nuove evidenze scientifiche, che aprono a nuove prospettive sull’utilizzo in prevenzione primaria e secondaria, e perfino per combattere alcune problemi di natura oncologica. È assai affascinante ipotizzare come questo antico medicamento impiegato per molteplici indicazioni terapeutiche, possa fare matching con i processi di metastasi oncologica, aprendo all’ipotesi che impiegato a basso dosaggio (<=100 mg/die) possa ridurre lo sviluppo di alcune forme tumorali. Di queste ipotesi, non ancora suffragate da specifiche evidenze cliniche, ne hanno parlato i Medici di Medicina Generale siciliani, all’interno del meeting scientifico organizzato dalla SIMG Sicilia qualche giorno fa, con lo scopo di condividere il primo Position Paper sull’impiego dell’ASA nella prevenzione primaria e secondaria del rischio cardiovascolare, in soggetti affetti da polipatologie croniche (ipertensione, diabete, sindrome metabolica) per i quali la parola d’ordine è: “Protezione degli accidenti cardiovascolari”. Il documento siglato da SIMG-FADOI e AMD, ha lo scopo di definire un protocollo terapeutico condiviso, per il trattamento dei pazienti che possono giovarsi degli effetti protettivi dell’acido acetilsalicilico sul sistema cardiovascolare e per la protezione contro gli eventi atero-trombotici. Le riflessioni scientifiche maturate sulla scorte di alcuni dati sulla farmaco utilizzazione e sull’aderenza alla terapia, forniti da Health Search, attraverso l’esperienza della Medicina Generale italiana, evidenziano che solo poco più del 52% dei pazienti con precedenti eventi fosse in terapia con ASA; confermando un sottoutilizzo della terapia anticoagulante. Questo dato assume maggiore rilevanza se si analizza il consumo, nei pazienti già colpiti da pregresso infarto miocardico, che nel 75% dei casi nel primo anno post esito assume la corretta terapia, scendendo al 60% dopo cinque anni. È ovvio che nella real life esistono alcuni fattori critici che contribuiscono a sottostimare il consumo, a partire dalle abitudini del paziente di ricorrere all’acquisto di ASA in autonomia, per via del basso costo e della facilità di accesso alla terapia, che in questo caso determina l’impossibilità di tracciare il consumo da parte del medico di medicina generale. Da ciò si determina l’evidente necessità di strutturare, attraverso l’adozione di un protocollo clinico condiviso, un’alleanza clinica tra medicina generale, internisti e diabetologi, che abbia lo scopo di contribuire al miglioramento della profilassi degli eventi cardiovascolari, sia nella popolazione con elevati rischi, che nei soggetti a rischio moderato. Il Position Paper SIMG-FADOI-AMD, presentato all’assemblea della SIMG Sicilia a Caltanissetta, rappresenta una linea guida scientifica con la quale si consolida il processo di integrazione tra medicina generale e specialisti, nella gestione del paziente cronico, la cui presa in carico resta obiettivo delle cure primarie.

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