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Biotech: In Italia 202 farmaci disponibili, 324 prodotti in sviluppo e 211 aziende altamente specializzate

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Presentato il Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia – 2016 di Farmindustria.

La ricerca farmaceutica è sempre “più dedicata alle biotecnologie, ai vaccini, agli emoderivati, alle terapie avanzate, alle malattie rare e alla medicina di genere. Il 90% degli investimenti in R&S biotech è sostenuto dalle imprese del farmaco, che vantano un’intensità di ricerca 16 volte superiore rispetto agli altri settori ad alta-media tecnologia. Ma c’è di più. Il biotech può essere anche un’interessante opportunità lavorativa per i giovani grazie allo sviluppo di nuove professionalità”. È quanto afferma il Presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi nell’introduzione della nuova edizione del Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia – 2016 realizzato da Farmindustria in collaborazione con Ernst & Young e presentato nei giorni scorsi al convegno organizzato da Farmindustria “Il Farmaco biotech nel Rinascimento della Ricerca”.  “L’Italia” prosegue Scaccabarozzi “ha tutte le carte in regola per competere a livello internazionale. È necessaria però una nuova governance che valorizzi l’innovazione farmaceutica misurando le terapie in funzione dei risultati e del costo complessivo della cura, non di quello delle singole prestazioni. I farmaci disponibili oggi sono frutto di anni di ricerca. Il futuro si costruisce dal presente. E le imprese del farmaco vogliono essere responsabilmente parte, insieme alle Istituzioni, della soluzione per l’accesso dei pazienti ai farmaci innovativi e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”. Passando ai numeri contenuti nel Rapporto è di 7.912 milioni di euro il fatturato del settore del farmaco biotech; 623 milioni di euro gli investimenti in R&S e 3.816 gli addetti in R&S biotech . Sono 202 i prodotti biotecnologici già disponibili in Italia per il trattamento dei pazienti, frutto della ricerca di 28 aziende; 71 dei prodotti biotech ad oggi in commercio sono vaccini che, insieme alle proteine ricombinanti, rappresentano circa il 57% di tutti i prodotti biotech disponibili. “A parte i vaccini che trovano essenzialmente impiego nell’area delle malattie infettive,” precisa il Rapporto “gli altri farmaci biotech vengono utilizzati in una pluralità di aree terapeutiche eterogenee e forniscono risposte concrete per trattare patologie differenti”. E per il trattamento delle malattie rare Farmaci, sono 30 i prodotti biotech in commercio che hanno ottenuto la designazione di farmaco orfano da EMA (10) o sia da EMA sia da FDA (20) e che forniscono una speranza a pazienti affetti da patologie rare quasi sempre altamente invalidanti. “Un processo di ricerca lungo e impegnativo”, precisa il Repporto “solo l’8% delle molecole che hanno ottenuto dall’Ema la designazione di orfano ha ottenuto successivamente l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC). Il 92% sta ancora affrontando le lunghe e complesse fasi di ricerca o, purtroppo, non ha portato i risultati sperati”.

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