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Decreto Vaccini, il Senato approva con modifiche

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Rimodulato l’obbligo della somministrazione dei vaccini, ridotte le sanzioni, cancellato l’intervento sulla potestà genitoriale. Inserite norme sulla formazione e informazione, prevista l’istituzione dell’Anagrafe Nazionale Vaccinale e la farmacovigilanza. Introdotta una norma di semplificazione sul fronte della produzione di certificati in sede di iscrizioni scolastiche.Il testo passa alla Camera. Le slide del Ministero riepilogative sul Decreto Vaccini così come approvato oggi in Senato.

L’Assemblea del Senato ha approvato oggi con modifiche il provvedimento di conversione in legge del decreto-legge sulla prevenzione vaccinale (ddl n. 2856). Il testo passa alla Camera dei deputati. “Nelle dichiarazioni finali” riferisce una nota del Senato “hanno annunciato voto contrario i sen. Maurizio Romani (Misto-IdV), Arrigoni (LN), Alessia Petraglia (SI), Paola Taverna (M5S). Con diversi accenti e motivazioni, hanno annunciato voto favorevole i sen. Di Giacomo (FL), Laniece (Aut), Aiello (AP), Malan (FI-PDL) e Emilia Grazia De Biasi (PD). Ritenendo che l’impostazione coercitiva del decreto sia stata corretta grazie al lavoro costruttivo del Senato, nonostante permangono criticità e zone d’ombra, i sen. Barani (ALA) e la sen. Guerra (Art.1-MDP) hanno annunciato voto favorevole, lasciando però libertà di scelta. In dissenso dai rispettivi Gruppi hanno annunciato voto contrario i sen. Paola De Pin (GAL), Scilipoti Isgrò, Piccoli, Amidei (FI-PdL), D’Anna, Langella (ALA), Nerina Dirindin (Art.1-MDP). Il sen. Zuffada (FI-PdL) ha annunciato l’astensione, il sen. Floris (FI-PdL) la non partecipazione al voto.

Il Gruppo LN” prosegue il Senato “ritiene che un decreto pasticciato, illiberale e poco trasparente abbia spaccato il Paese e la comunità scientifica, abbia aumentato la diffidenza dei genitori nei confronti delle vaccinazioni e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il decreto viola l’articolo 32 della Costituzione secondo cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, salvo necessità: in questo caso nessuna emergenza epidemiologica giustifica l’arroganza del Governo che, con la complicità di una parte della comunità scientifica, ha inventato lo stato di necessità con notizie false e ha negato le reazioni avverse, peraltro riconosciute in sede giudiziaria. Il decreto non è stato varato per tutelare l’interesse nazionale: la copertura vaccinale in Italia è analoga a quella degli altri Paesi europei, dove non sussiste l’obbligo di dieci vaccini; la decisione di fare una sperimentazione di massa, nell’interesse di alcune multinazionali del farmaco, è stata presa a Washington.

Il Gruppo Art.1-MDP ritiene che le vaccinazioni siano indispensabili per la prevenzione di malattie infettive e la riduzione della mortalità e che la tutela della collettività possa legittimare l’adozione di misure coercitive, ma l’obbligo non sia il solo strumento, neanche in presenza di alto rischio di contagio. Per questo motivo è condivisibile l’impostazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che mira a recuperare la copertura vaccinale attraverso l’adesione volontaria e consapevole. Il Senato ha corretto in parte l’impostazione originaria, che prevedeva un’estensione drastica dell’obbligo con misure sanzionatorie eccessive; permangono però il problema della situazione vaccinale di operatori sanitari e scolastici, la sanzione del mancato accesso alla scuola dell’infanzia, la formulazione monocomponente prevista solo “di norma e nei limiti della disponibilità del Servizio sanitario” per i soggetti immunizzati. Infine, nel metodo, la scelta di privilegiare l’accordo politico con Forza Italia ha il sapore dello scambio anziché dell’allargamento del consenso. Il Gruppo SI-Sel ha evidenziato le gravi responsabilità della Ministra della salute che ha alimentato lo scontro, ricorrendo alla propaganda per giustificare un decreto confezionato male dalla tecnocrazia sanitaria e banalizzando una discussione parlamentare che è stata invece utile e seria. Anche il premier Gentiloni ha dichiarato che non esiste un’emergenza nazionale. Il calo della copertura vaccinale in Italia è fisiologico e lo Stato non può sostituirsi alla responsabilità genitoriale. Il Governo avrebbe dovuto promuovere campagne informative, anziché irridere i genitori e trattare i cittadini come sudditi e avrebbe dovuto contribuire a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini, comunità scientifica, servizio sanitario e medici di base attraverso campagne informative e lotta alla corruzione legata agli intrecci tra sanità e multinazionali. L’impostazione autoritaria del decreto è un segnale di arretratezza e riflette una tendenza generale alla verticalizzazione del potere: resta da capire perché il PD si sia assunto la responsabilità del pasticcio e abbia consegnato a FI-PdL il merito delle modifiche.

Il Gruppo FI-PdL ha osservato che l’emergenza dovrebbe unire, non spaccare il Paese. Il decreto è nato male, con un’impostazione repressiva, ingiusta e controproducente: prevedeva l’obbligo di 12 vaccinazioni, multe fino a 7.500 euro e il rischio di perdita della potestà genitoriale. Di fronte alla minaccia di ricorso alla questione di fiducia, il Gruppo ha fatto una scelta difficile ma utile al Paese: anziché limitarsi a fare opposizione e denunciare i difetti del testo, ha reso possibile una discussione di merito al fine di evitare un duplice rischio: che il decreto producesse effetti opposti a quelli desiderati e che l’eventuale bocciatura facesse passare il messaggio secondo cui è bene non vaccinarsi. Il Senato ha dimostrato di saper fare il suo lavoro: raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini ha sviluppato un confronto che ha consentito di approvare importanti modifiche: l’obbligo per le istituzioni di convocare le famiglie inadempienti e fornire informazioni, la riduzione delle sanzioni tra 100 e 500 euro, l’estensione degli adempimenti vaccinali ai minori stranieri non accompagnati, la dichiarazione della situazione vaccinale per il personale scolastico e sanitario. Permangono questioni irrisolte: l’entrata in vigore immediata del calendario vaccinale e la mancanza di risorse delle Asl sulle quali viene scaricato un peso enorme. Il Gruppo auspica che siano affrontate, nel successivo passaggio parlamentare, i temi dell’elasticità del calendario vaccinale e di un’adeguata raccolta di dati sulle reazioni avverse.

Il Gruppo M5S ha rilevato che il decreto vaccini si iscrive in una successione di provvedimenti autoritari e fallimentari, dal Jobs act alla buona scuola, dalla legge elettorale alla modifica costituzionale. Il Senato ha smantellato un decreto folle e impresentabile che certifica il fallimento politico di un Ministro della salute che ha imposto tagli di 4 miliardi alla sanità e ha promosso il fertility day. Qualora sia in atto un’epidemia di morbillo, il Ministro della salute dovrebbe prevedere il vaccino specifico in formulazione monocomponente da somministrare anche nei comparti scolastico e sanitario. Il Governo invece è forte con i soggetti deboli (genitori e bambini), debole con i soggetti forti (le aziende farmaceutiche che producono solo vaccini plurivalenti), attento al suo bacino elettorale. In tutta Europa, dove le coperture vaccinali sono maggiori, le vaccinazioni sono raccomandate, non obbligatorie, e le istituzioni accompagnano i cittadini verso scelte consapevoli.

Il Gruppo PD ha rilevato che coltivare il dubbio in nome della razionalità è cosa diversa da coltivare il sospetto: secondo i dati scientifici di AIFA i vaccini previsti sono sicuri, sperimentati e vanno somministrarti nella prima fase della vita. Non vi è alcuna sperimentazione di massa: l’OMS ha lanciato un allarme e la UE ha fatto un richiamo all’Italia per aumentare la copertura vaccinale. In un mondo globale sregolato, dove crescono paura ed egoismi, è più difficile contemperare libertà e sicurezza, ma la tutela della salute pubblica deve rimanere preminente rispetto alla libertà di scelta individuale. Il Parlamento ha svolto il suo ruolo migliorando il testo: sono state coinvolte le Regioni, è stata potenziata la farmacovigilanza e istituita l’anagrafe nazionale vaccini, sono state ridotte le sanzioni e soppressa la possibilità di perdita della potestà genitoriale”.

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