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Sicilia, Smi: No alle politiche della Regione. Così si smantella il 118

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Stato di agitazione dei medici di emergenza sanitaria: domani Assemblea generale a Catania. Emanuele Cosentino (Smi): I medici con una fascia al braccio per protesta contro la Regione: giù le mani dal 118».

Parte da Catania, domani 26 luglio, la prima delle manifestazioni dello stato di agitazione dei Medici dell’EST-118. Assemblea Generale, domani, alle ore 10,00, presso l’Hotel Nettuno di Catania, lanciata dal Sindacato dei Medici Italiani-Smi del 118 del bacino delle provincie di Catania, Ragusa e Siracusa, ma aperta ai professionisti anche di Enna e Messina che vorranno intervenire, e all’Intersindacale siciliana del settore. «Una protesta urgente e necessaria per contrastare l’assenza di politiche pubbliche della Regione che stanno portando allo smantellamento del sistema di urgenza ed emergenza», con questa denuncia Emanuele Cosentino, dirigente nazionale e regionale dello Smi, spiega le ragioni di un percorso di mobilitazione che parte dalla dichiarazione unitaria, lo scorso 3 luglio, dello stato di agitazione (di tutti i sindacati) e che prosegue con l’assemblea di domani a Catania, fino, se necessario, allo sciopero. «Il nostro obiettivo è difendere il diritto dei cittadini ad avere una assistenza adeguata nelle emergenze – spiega Cosentino – ma anche tutelare la qualità del lavoro dei medici del 118». «Assistiamo da troppo tempo all’assenza di risposte dell’Assessorato alla Salute della regione Siciliana – racconta il dirigente Smi – e nonostante le continue richieste da tre anni a oggi, non c’è mai stato un incontro con i medici dell’EST-118». «In questi anni – continua – quello che era una eccellenza della sanità siciliana, ha subito il progressivo depauperamento delle risorse economiche, di personale, di mezzi, di aggiornamento dei protocolli IMA, STROKE e Politrauma. Ma anche all’aumento esponenziale di nuovi compiti, anche impropri, frutto delle falle complessive del Servizio sanitario regionale: mancato potenziamento del territorio, riorganizzazione ospedaliera, tagli, aumento del precariato, allungamento liste di attesa, intasamento dei pronto soccorso.  Solo per dare un dato: il numero di interventi del 118 a seguito di questi fattori è aumentato progressivamente di circa 30.000/ anno». «Infine – conclude Cosentino – il mancato rinnovo dell’Accordo Regionale Integrativo dal 2007, dieci anni di vacanza, impedisce l’inserimento applicativo di nuovi protocolli e l’adeguamento alle nuove necessità relative ai bisogni di salute del cittadino nell’Emergenza. Per tutte queste ragioni siamo pronti ad arrivare a uno sciopero forte a settembre, seguendo appunto un percorso di iniziative di sensibilizzazione e protesta, tra queste quelle di indossare una fascia al braccio con su scritto ‘Giù le mani dal 118’».

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