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Dal 7 al 9 novembre a Roma la II Conferenza sull’Assistenza Primaria

II Conf assistenza primaria

“Dall’offerta di servizi all’iniziativa. La partecipazione attiva di tutti gli attori” è il titolo della II Conferenza Nazionale sull’Assistenza Primaria 2017 organizzata dall’Istituto Superiore di Studi Sanitari “Giuseppe Cannarella” che si svolgerà a Roma dal 7 al 9 novembre presso l’Auditorium-Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “I dati epidemiologici” afferma l’Istituto G. Cannarella “dimostrano che il maggior carico assistenziale cui il Ssn è chiamato a rispondere è costituito dalle patologie croniche, cui sono diversamente esposti differenti gruppi socioeconomici della popolazione, determinando, tra le altre, disuguaglianze nella salute e nell’assistenza. Dalle evidenze scientifiche internazionali emerge come il livello di gestione più appropriato di tali patologie è rappresentato proprio dall’Assistenza Primaria. Le stesse evidenze indicano che i modelli più efficaci per governare la complessità rappresentata dalle patologie croniche si devono basare sulla sanità d’iniziativa, sulla stratificazione del rischio, sull’empowerment del paziente, sul disease management e sul case management, nell’ambito di percorsi assistenziali predefiniti. Tali modelli fondati sulla proattività e sulla centralità delle cure primarie – di cui il più noto è il Chronic Care Model – si basano, sia sulla costituzione di team multiprofessionali e interdisciplinari adeguatamente formati che vedano come fondamentali protagonisti i medici di famiglia, gli infermieri e i medici specialisti, sia sull’educazione e il supporto al paziente per renderlo capace di gestire la propria malattia (self management). L’affermazione e la stabilizzazione di tale prospettiva” evidenzia l’Istituto “richiedono che lo sviluppo e la qualificazione dell’Assistenza Primaria entrino a pieno titolo nell’agenda politica il cui impegno non deve esaurirsi nella produzione normativa di indirizzo, ma deve necessariamente e obbligatoriamente ragionare su scelte di investimenti strutturali e funzionali e che si possano quindi realizzare le necessarie forme di integrazione istituzionale, gestionale e professionale”.

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