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Agd Italia: la legge 104 è uguale per tutti

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Agd Italia (coordinamento tra Associazioni di aiuto a Bambini e Giovani con Diabete) chiede a gran voce l’adozione su tutto il territorio delle linee guida emesse dall’Inps sulla applicazione oggettiva della Legge 104.

«Per comprendere le molteplici problematiche delle famiglie con figli affetti da Diabete di tipo 1, ognuno di noi dovrebbe condividerne l’esperienza per almeno un giorno. Aumenterebbe certamente la sensibilità nei confronti  di coloro che debbono affrontare il quotidiano tra  molteplici difficoltà, anche economiche in quei casi in cui uno dei due genitori è costretto a lasciare il lavoro per seguire il proprio figlio». È questo il significativo passaggio, dell’intervento di Manuela Granaiola, componente dell’Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita e  Diabete, nel corso del convegno sul tema “Il diabete giovanile: l’impegno ed i diritti della famiglia” ospitato presso l’Auditorium del Ministero della Salute. Un intervento, quello della Granaiola, lungamente applaudito dai rappresentanti delle associazioni aderenti ad Agd Italia (coordinamento tra Associazioni di aiuto a Bambini e Giovani con Diabete) convenuti da tutte le Regioni di Italia per chiedere a gran voce l’adozione su tutto il territorio delle linee guida emesse dall’Inps sulla applicazione oggettiva della Legge 104. «L’unico modo che hanno i genitori per avere solo una piccola parte del tempo di cui hanno bisogno per gestire bene il diabete dei loro bambini è la Legge 104 riconosciuta con connotazione di gravità». Afferma Giovanni Lamenza, presidente di Agd Italia. «Oggi questo accade in maniera casuale e disomogenea sul territorio a causa della scarsa conoscenza della patologia da parte delle commissioni medico legali e soprattutto dell’assoluta inconsapevolezza dell’impegno e la fatica a cui sono chiamati i genitori per imparare, eseguire, e insegnare al proprio figlio l’autonomia. L’Inps – conclude Lamenza – questo lo ha capito e ha emesso nel 2015 apposite linee guida.  Per questo abbiamo chiesto al Ministero della Salute di adottarle al più presto, in modo da consentire ai genitori di ottenere i benefici della L.104 all’esordio fino a 18 anni senza inutili e mortificanti visite di revisione intermedie».

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