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I dati su chi segnala corruzione a Transparency Italia: 1 su 3 è un whistleblower

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Favoritismi, frodi, corruzione e cattiva gestione delle risorse sono le principali tipologie di illecito segnalate, in 3 settori sopra tutti: enti pubblici (35 segnalazioni), sanità (26) ed educazione, in particolare nelle università (16). La Lombardia supera il Lazio e diventa la regione con più segnalazioni.

Sono oltre 500 i cittadini che dal 2014 ad oggi hanno segnalato un caso di corruzione o altre illegalità sulla piattaforma Alac di Transparency International Italia. Nel 2017 sono state 157 le segnalazioni, 61% delle quali da persone che hanno preferito restare anonime. Per la prima volta la regione con il maggior numero di casi segnalati è la Lombardia, non più il Lazio. Questi sono i dati che emergono dal report 2017 A voce alta – Un anno di segnalazioni di Transparency International Italia sull’attività di assistenza offerta attraverso la piattaforma Alac, piattaforma online sicura e gratuita messa a disposizione dei cittadini per segnalare casi di corruzione. Il quadro generale che emerge dal Report 2017, vede la Lombardia al primo posto per maggior numero di segnalazioni (23) e un trend in crescita rispetto agli anni precedenti. Il Lazio scende al secondo posto (22 segnalazioni) seguito nella classifica dalle regioni del sud: Campania (20), Sicilia (15) e Calabria (10).
Favoritismi, frodi, corruzione e cattiva gestione delle risorse sono le principali tipologie di illecito segnalate, in 3 settori sopra tutti: enti pubblici (35 segnalazioni), sanità (26) ed educazione, in particolare nelle università (16). “3 segnalazioni su 4 si riferiscono a contesti locali, in particolare” rifersice Transparency International Italia “piccoli comuni o aziende sanitarie territoriali, indice di un Paese contaminato da tanti casi di illegalità, solo apparentemente marginali, che minacciano alla radice il nostro tessuto economico e sociale. La maggior parte di coloro che segnalano preferiscono rimanere anonimi (61%) a indicare che la paura di esporsi permane, specialmente per le possibili conseguenze del proprio gesto. Gli uomini segnalano più delle donne: tra i segnalanti non anonimi sono infatti più del doppio quelli di sesso maschile (38%) rispetto a quello femminile (16%). In genere sono persone più mature comprese nella fascia d’età 40-54 anni (18%), ma cresce rispetto agli anni precedenti la percentuale di segnalanti tra i 25 e i 39 anni (13% nel 2017). Un segnalante su 3 è inoltre un whistleblower, ovvero un lavoratore che segnala un illecito o irregolarità riscontrato sul proprio posto di lavoro.

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