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In Italia sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno

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Al convegno annuale organizzato dall’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2019, divulgati i dati del Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo del ministero della Salute: In Italia sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno, con oltre il 25% di questi decessi compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Le azioni promosse dal ministero e i risultati ottenuti.

Le vendite dei prodotti del tabacco sono diminuite negli ultimi tre anni del 4,1%; in particolare le vendite di sigarette, sempre negli ultimi tre anni, sono diminuite dell’8,7%. Le chiamate al telefono verde contro il fumo sono quadruplicate dopo l’introduzione del numero verde sui pacchetti e sono stati attivati 37 programmi nei Piani regionali della prevenzione nei setting Scuola, Lavoro, Comunità e Sanità. Sono questi i risultati, evidenziati dal ministero della Salute, raggiunti attraverso le strategie e le misure adottate in Italia per contrastare il tabagismo. “L’Italia – ricorda il Ministero della Salute – ha introdotto dal gennaio 2016 alcune disposizioni, fortemente sostenute dal ministero della Salute, che prevedono: divieto di vendita ai minori dei prodotti dei prodotti del tabacco di nuova generazione; divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza; divieto di fumo nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia
inasprimento delle sanzioni per la vendita e somministrazione di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche e prodotti di nuova generazione ai minori; verifica dei distributori automatici, al fine di assicurare il corretto rilevamento dell’età dell’acquirente; entrata in vigore del sistema europeo di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti del tabacco previsto dalla Direttiva 40/2014/Ue (Tpd) e dal Regolamento di esecuzione (Ue) 2018/574. Inoltre, evidenzia il Ministero “Secondo l’approccio intersettoriale proprio di “Guadagnare salute”, il Piano Nazionale della Prevenzione impostato sull’attenzione al principio dell’equità, impegna tutte le Regioni italiane ad attivare interventi di promozione della salute con approccio trasversale ai determinanti, per ciclo di vita e setting (scuole, ambienti di lavoro, comunità locali, servizio sanitario) per conseguire, tra gli altri, gli obiettivi della riduzione del 10% della prevalenza dei fumatori, dell’aumento del 5% del rispetto dei divieti, dell’aumento del 30% del consiglio di smettere da parte degli operatori sanitari”. Anche quest’anno il ministero è presente al convegno, in corso oggi a Roma, dell’Istituto Superiore di Sanità Tabagismo e Servizio sanitario nazionale, un momento di confronto tra le istituzioni, per mettere in evidenza a vari livelli il panorama nazionale relativo al fenomeno del tabagismo e dei metodi preposti e ritenuti più efficaci. Nel corso del convegno sono stati divulgati i dati del Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo. In Italia, secondo il Rapporto sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno, con oltre il 25% di questi decessi compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Inoltre, la mortalità e l’incidenza del carcinoma polmonare sono in aumento tra le donne, per le quali questa patologia ha superato il tumore allo stomaco, divenendo la terza causa di morte per neoplasia, dopo il tumore al seno e al colon-retto.

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