-

Intimidazioni, Se non saremo ascoltati convocheremo gli stati generali della veterinaria pubblica

aldo grasselli

 di Aldo Grasselli*

Siamo sempre più allarmati e preoccupati. I casi di aggressione violenta contro i medici veterinari sono in vertiginoso aumento e sono sempre più crudi. L’ultimo episodio, di pochi giorni fa, rasenta il tentato omicidio verso una giovane collega che faceva da sola il suo dovere in un mattatoio di bestiame. L’escalation di atti intimidatori e di aggressioni a veterinari pubblici, registrata dal sindacato Sivemp su denuncia dei colleghi che ne sono stati vittime, è stata per la prima volta affrontata durante un convegno dal titolo: “Efficienza dei servizi veterinari in territori a legalità limitata” organizzato dal Sivemp a Roma il 12 maggio 2009. Gli episodi di aggressione avvengono perlopiù durante l’espletamento di compiti istituzionali volti a tutelare la salute e il benessere delle popolazioni animali, a garantire la sicurezza alimentare e tutelare la salute pubblica, attività dalle quali possono scaturire provvedimenti repressivi o sanzionatori a carico delle imprese. Talvolta i danneggiamenti a cose o persone in relazione coi veterinari sembrano scollegati dall’attività istituzionale, e vengono portati scientemente a termine al di fuori dell’orario di lavoro.

Durante il convegno del 2009 presentammo all’allora Sottosegretario alla sanità pubblica veterinaria e alla sicurezza alimentare, on.le Francesca Martini, la proposta di istituire un Osservatorio sul fenomeno.

Dopo un anno il Ministero della salute istituiva con decreto 30 giugno 2010 l’“Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori e sull’attività di medicina veterinaria pubblica”.

Un osservatorio stucchevole, che non ha avviato una anagrafe e una geroreferenziazione dei casi segnalati, che non è mai passato ad una fase di studio del fenomeno e che non ha nemmeno ipotizzato, in 10 anni, di avviare una fase operativa di contrasto delle aggressioni dei medici veterinari. Nemmeno ha fatto lo sforzo di proporre una circolare alle ASL per porre maggiore attenzione al problema.

Questa inerzia, verbosa e offensiva, e le nostre richieste e sollecitazioni cadute regolarmente nel vuoto, ci hanno indotto nel 2012 al ritiro della nostra delegazione dall’Osservatorio.

La ripresa degli incontri – rarissimi e indolenti – negli anni successivi non ha nuovamente prodotto risultati efficaci e tangibili per contrastare un fenomeno in crescita, forse per la concomitante delegittimazione che subiscono gli organi di prevenzione effettiva cui si contrappone opportunisticamente una maggiore efficacia mediatica delle molto enfatizzate quanto episodiche e irrilevanti attività di repressione su sistemi complessi e, per molti, totalmente ignoti.

Dopo alcuni gravi episodi di violenza su medici nei presidi ospedalieri, il 13 marzo 2018 è stato istituito presso il Ministero della Salute, alla presenza del ministro Beatrice Lorenzin, l’”Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari”.

Per dar un contributo all’Osservatorio ecumenico, il Sivemp ha fornito al Ministero un dossier di documentazione sull’ampiezza e drammaticità del fenomeno relativo ai veterinari pubblici che, diversamente dagli altri sanitari operano “in campo”, ribadendo le proposte che questo sindacato avanza da oltre 10 anni.

In sintesi, quello che chiederemo al Governo, se i due ministri giallo/verdi ci convocheranno, è questo:

-Assicurare l’assistenza legale alle vittime, anche quando gli atti intimidatori fossero perpetrati da ignoti e al di fuori dell’orario di servizio.
-Riconoscere l’infortunio sul lavoro/la causa di servizio
-Obbligo per le Aziende sanitarie di adottare adeguati correttivi (interventi nei confronti degli aggressori noti/massimo supporto al veterinario vittima di violenza dalle direzioni aziendali/affiancamento e implementazione delle équipe)
-Istituzione di una modulistica apposita e univoca da parte dell’osservatorio e di un registro in ogni ASL in cui annotare tutte le segnalazioni o denunce delle intimidazioni di ogni tipo, con obbligatoria trasmissione periodica dello stesso registro alla Regione, alla Prefettura, e all’Osservatorio presso il Ministero della Salute.
-Costituire uno specifico fondo di solidarietà destinato a risarcire i danni subiti dai veterinari, così come avviene per altre analoghe situazioni di interesse nazionale.
-Escludere i veterinari da azioni repressive e di contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa.
-Obbligo di inserimento nel documento di valutazione del rischio nei luoghi di lavoro (Duvri) del rischio “Violenza e intimidazioni nei confronti dei veterinari”.

Se non saremo ascoltati convocheremo gli stati generali della veterinaria pubblica, proclameremo iniziative sindacali in tutto il paese, manifesteremo unitariamente in tutti gli assessorati e direzioni generali.

Se legalità si vuole, si cominci col proteggere chi la legalità la persegue ogni giorno col suo lavoro in rappresentanza della sanità pubblica e dello Stato.

*Segretario Nazionale Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica, Sivemp

 

Print Friendly, PDF & Email