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Gestazione per altri solidale: due proposte di legge per scelte di solidarietà

associazione luca coscioni

Avv. Gallo (Ass. Coscioni): «La forza del diritto contro ogni forma di sfruttamento».

Dopo un lungo lavoro con giuristi, medici, esperti, l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica con l’associazione Certi Diritti, e Famiglie Arcobaleno, ha ultimato una proposta/disegno di legge finalizzata a disciplinare il percorso di Gestazione per Altri solidale (Gpa). Una proposta alternativa, compatibile e complementare, è stata elaborata anche dal portale di informazione giuridica Articolo29. Entrambe le proposte sono state presentate ieri a Roma presso la Sala Santi della Cgil Nazionale. Nel testo viene chiesto al Parlamento: –  di normare le modalità di accesso per la realizzazione di una tecnica di fecondazione medicalmente assistita alla base di un percorso che consente di avere un figlio a chi non può; – di intervenire alla luce del progresso scientifico e culturale che oggi riconosce nella gestazione per altri una concreta possibilità di un figlio. Dichiara l’Avv. Filomena Gallo segretario dell’associazione Luca Coscioni «Per le tante Maria Sole, Novella, o Cristian e suo marito, che non possono avere un figlio perché non hanno l’unico organo che consente loro una gravidanza o perché affette da patologie che non consentono di portare avanti una gravidanza. Per queste persone, le tecniche di fecondazione medicalmente assistita hanno fornito risposte: la Gestazione per altri. Il dibattito su questo tema spesso è violento e di chiusura, ma riteniamo che solo con una norma adeguata si possa agire contro ogni forma di abuso e illegalità, evitare discriminazioni e violazioni dei diritti fondamentali». «Faro del nostro lavoro è in particolare il diritto alla salute, ai benefici della scienza e all’autodeterminazione e la tutela del superiore interesse del minore – continua Gallo. Un testo di legge completamente impostato sul concetto di solidarietà tra un genitore naturalmente fertile e un altro altrimenti impossibilitato da condizioni di fatto che configurano l’impossibilità di una gravidanza. Nello specifico si prevedono una serie di tutele volte ad assicurare che le parti ricevano adeguato monitoraggio medico e siano consapevoli e rispettose della reciproca situazione sociale, economica e giuridica. Affermiamo il diritto umano alla scelta, all’autodeterminazione e alla felicità offerto nel pieno rispetto di tutte le persone e di tutti gli altri diritti umani coinvolti, compreso quello alla scienza, contro qualsiasi forma di sfruttamento e abuso. Centrale nella proposta normativa è la disciplina relativa allo status del minore nato in seguito a GPA e alla redazione del suo atto di nascita. Riteniamo che solo una normativa adeguata possa evitare abusi, illegalità, situazioni che invece i proibizionismi determinano». Dopo la presentazione di un primo testo sul tema nel 2016, il  lavoro di perfezionamento è  continuato grazie ad un tavolo permanente a cui hanno collaborato: l’ avv. Ida Parisi, esperta in problematiche giuridiche sulla Gpa; il dott. Bruno De Filippis, esperto di diritto di famiglia; Francesca Re, penalista, esperta di diritto comparato; Marina Mengarelli, sociologa; Carlo Flamigni, tra i padri della PMA nel nostro paese; Domenico Danza, ginecologo che nel 1994 realizzò la prima GPA madre-figlia nel nostro paese, la seconda al mondo; Leonardo Monaco e Yuri Guaiana per la parte LGBT per Certi Diritti; importanti le esperienze dell’associazione Famiglie Arcobaleno con Marilena Grassadonia e la collaborazione di Giulia Perrone, che ha coordinato invece un lavoro sul tema in risposta ad una call in sede ONU. Questo gruppo di lavoro si è confrontato con Angelo Schillaci e Marco Gattuso di Articolo 29 ritenendo che la proposta che avevano elaborato fosse a completamento di un lavoro che può essere congiunto.

1-Sintesi della proposta

La proposta si compone di 8 articoli, in cui ogni espressione tecnica viene spiegata per evitare l’eventuale ricorso a interpretazioni distanti dalle intenzioni dei proponenti o del legislatore. La disciplina elenca a tal fine i criteri soggettivi obbligatori per la gestante e per i genitori intenzionali, così come gli obblighi e i diritti relativi alle parti che accedono a tale percorso, compresi quelli di manifestazione e revoca del consenso; la possibilità, per la gestante per altri, di ricorrere all’interruzione di gravidanza entro i primi 90 giorni. È previsto inoltre l’obbligo in capo ai genitori intenzionali di stipulare una polizza assicurativa in favore della gestante.

Al fine di superare ogni ostacolo al riconoscimento dello status filiationis dei minori nati in seguito a GPA, anche all’estero, il testo suggerisce l’eliminazione di tale percorso dall’alveo dei delitti contro lo stato di famiglia così come dei delitti sulle falsità personali previsti dal codice penale italiano.

I minori nati in seguito a GPA acquisirebbero infatti, sin dal trasferimento in utero dell’embrione, lo status di figli legittimi o legalmente riconosciuti del genitore o dei genitori ricorsi a GPA, nominati e indicati come genitore/i nell’atto di nascita, senza alcun riferimento alle circostanze con le quali è avvenuto il concepimento e la gestazione. Viene lasciata alla discrezionalità delle parti la decisione relativa all’eventuale mantenimento dei contatti con la gestante anche dopo la nascita dei minori, sempre alla luce di una analisi del caso concreto e nell’ottica di tutela del benessere psico-fisico dei nati.

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