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Cresce il reddito disponibile, calano le disuguaglianze e le emissioni

bes 2020

Sono i principali risultati della Relazione sul Benessere equo e sostenibile per il 2020 del Mef.

La speranza di vita in buona salute, dovrebbe passare da 58,5 a 58,9 anni dal 2018 al 2022. È una proiezione contenuta nella Relazione sul Benessere equo e sostenibile per il 2020, inviata dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, alle competenti commissioni parlamentari lo scorso 18 febbraio. Il documento analizza l’evoluzione degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile sulla base degli effetti dell’ultima Legge di Bilancio, al fine di evidenziare la relazione tra le politiche pubbliche e il benessere, inteso in chiave multidimensionale e non solo in termini economici. “Si tratta di un’analisi che rappresenta un utile strumento per valutare i progressi nella realizzazione degli obiettivi di policy ed eventualmente riorientare le scelte pubbliche”, sottolinea il ministro Gualtieri nella premessa alla Relazione BES, la quale “documenta come le misure previste dalla Legge di Bilancio 2020 intervengano positivamente su molteplici aspetti, dall’inclusione sociale all’ambiente, dal lavoro al benessere economico, dalla salute all’istruzione”. In estrema sintesi la Relazione registra una crescita del reddito disponibile degli italiani, e un calo delle disuguaglianze. L’indice di disuguaglianza è previsto in discesa dal livello di 6,0 del 2018 a quota 5,6 nel 2021 e 2022. In calo anche l’indice di povertà assoluta. La Legge di Bilancio 2020 dedica particolare attenzione all’ambiente, con nuovi fondi per il Green New Deal, destinati al finanziamento di investimenti per la sostenibilità ambientale e i primi passi verso un’imposizione fiscale maggiormente orientata verso la salute e la riduzione dell’inquinamento. Le stime presenti nella Relazione 2020 indicano che le emissioni pro-capite di CO2 diminuiranno ulteriormente nel prossimo triennio, da 7,3 tonnellate nel 2018 a 7,1 tonnellate nel 2021 e 2022. Passando al dominio ‘salute’, i due indicatori monitorati nella Relazione sono la speranza di vita in buona salute alla nascita e la popolazione adulta (età dai 18 anni in su) in eccesso di peso o obesa. Durante l’ultimo decennio, il primo dei due indicatori è salito sensibilmente dal 2009 al 2016, passando da 56,4 a 58,8 anni, per poi ridursi lievemente nei due anni successivi, a 58,5 nel 2018. Lungo tutto il periodo considerato, invece, la speranza di vita alla nascita ha seguito un trend crescente, passando da 81,4 anni nel 2009 a 83,0 nel 2018. Il secondo indicatore, l’eccesso di peso, invece, dal 2016 è stabile e pari al 44,8 per cento della popolazione residente in Italia. “La Legge di Bilancio 2020 – sottolinea la Relazione – interviene su numerosi aspetti dell’assistenza sanitaria, destinando nuove risorse all’edilizia sanitaria e alle assunzioni nel SSN ed eliminando il ticket sulle visite specialistiche a partire dal prossimo settembre. Nel campo dell’imposizione fiscale, si aumenta l’accisa sui tabacchi e si introduce un’imposta sulle bevande zuccherate, già sperimentata in altri Paesi europei. Queste due misure fiscali dovrebbero impattare sia sulla speranza di vita che, nel caso della sugar tax, sull’eccesso di peso. A livello qualitativo, si può pertanto ragionevolmente ritenere che la Legge di Bilancio 2020 avrà un effetto benefico su entrambi gli indicatori considerati. La speranza di vita in buona salute riflette un insieme assai complesso di fattori, fra cui anche la percezione soggettiva da parte degli intervistati nell’indagine Istat sugli aspetti della vita quotidiana. L’indicatore è comunque correlato con quello, più agevolmente valutabile in termini quantitativi, della speranza di vita. Su tale base, la Relazione indica che esso salirà a 58,9 anni nel 2022, un livello che supererebbe lievemente il picco raggiunto nel 2016, confermandone la tendenza al rialzo.

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