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Neoplasie ematologiche, Al via il progetto di ricerca CAR-T

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La rete degli Irccs Alleanza contro il Cancro invita le imprese interessate a partecipare a titolo gratuito al progetto su cellule CAR-T per patologie ematologiche maligne e per tumori solidi

Un importante contributo al percorso finalizzato ad arricchire ulteriormente il panorama delle potenziali opportunità legate agli sviluppi della terapia con cellule CAR T, può venire da un potenziale sinergismo virtuoso fra istituzioni accademiche e realtà industriali operanti in tale settore. Con questo obiettivo, Alleanza Contro il Cancro ha reso noto l’avvio del progetto CAR-T e, invitando alla partecipazione a titolo gratuito le imprese interessate, previa valutazione della loro qualificazione economica e professionale in relazione all’oggetto del progetto.

“L’uso delle CAR T-cells si è dimostrato in grado di ottenere  – ricorda il ministero della Salute – una remissione completa in più del 80% dei pazienti affetti da una leucemia linfoblastica acuta a differenziazione B-cellulare (BCP-ALL) refrattaria o recidivata dopo trattamenti convenzionali, incluso il trapianto di cellule staminali emopoietiche, e in circa il 50% dei pazienti affetti da linfomi non-Hodgkin (B-NHL) refrattari/recidivati”.

10 milioni di euro per il progetto di ricerca su cellule CAR-T
Il Parlamento ha stanziato 5 milioni di euro per il 2019 per un progetto di ricerca relativo alle nuove tecnologie CAR-T per la cura dei tumori, e altri 5 milioni sono stati stanziati per la medesima finalità dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, in favore degli IRCCS afferenti alla Rete Alleanza contro il Cancro (ACC). La Camera dei Deputati, con l’Ordine del giorno 1334-B/217 del 30 dicembre 2019 ha delineato il complessivo percorso attuativo e precisato i relativi attori. È stato, quindi, definito, da un gruppo di lavoro composto dagli IRCCS aderenti ad ACC che svolgono le attività di ricerca inerenti le nuove tecnologie CAR-T, il “Progetto di ricerca su cellule CAR-T per patologie ematologiche maligne e per tumori solidi“, finalizzato a meglio comprendere e definire i meccanismi che regolano l’efficacia o l’eventuale tossicità associata all’impiego di questa forma d’immunoterapia, a sviluppare questo approccio terapeutico anche per pazienti affetti da neoplasie solide e ad identificare di processi produttivi capaci rendere disponibile queste terapie a un maggiore numero di pazienti che ne potrebbero beneficiare.

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