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Covid-19, Calo nascite: nel 2021 potrebbero scendere sotto le 400 mila

crollo

L’impatto del Covid-19, secondo l’Istat rischia di accelerare il crollo della natalità in Italia; fenomeno, quello delle culle vuote, già in corso da tempo. Il testo dell’audizione di Roberto Monducci (Istat). Il contributo del presidente Istat Gian Carlo Blangiardo su Scenari sugli effetti demografici di Covid-19: il fronte della natalità.

“I 435 mila nati in Italia nel 2019 e i 428 mila che si erano ipotizzati per il 2020 alle condizioni pre-Covid-19, dovrebbero scendere a circa 426 mila nel bilancio finale del corrente anno, per poi però ridursi a 396 mila, nel caso più sfavorevole, in quello del 2021”. Così Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat ieri in audizione sul Def in Commissioni Bilancio di Camera e Senato che ha illustrato i vari scenari sui quali l’attuale emergenza e la conseguente crisi economica  potrebbero incidere, e tra questi si è soffermato sul comportamento riproduttivo della popolazione italiana. “Le simulazioni realizzate –  ha spiegato Monducci – consegnano scenari che, pur senza sottoporci trasformazioni radicali, sottolineano l’accelerazione di quel processo che i media da tempo descrivono con l’immagine di un Paese “dalle culle sempre più vuote”. I 435 mila nati in Italia nel 2019 e i 428 mila che si erano ipotizzati per il 2020 alle condizioni pre-Covid-19, dovrebbero scendere a circa 426 mila nel bilancio finale del corrente anno, per poi però ridursi a 396 mila, nel caso più sfavorevole, in quello del 2021. In generale, il superamento al ribasso del confine simbolico dei 400 mila nati annui, che originariamente nelle previsioni Istat del 20199 sarebbe avvenuto solo nel 2032 nell’ipotesi più pessimistica – senza per altro essere mai contemplato fino al limite delle previsioni (2065) nell’ipotesi etichettata come “mediana” – alla luce delle nuove simulazioni sembra invece possibile qualora si realizzasse un rapido raddoppio del tasso di disoccupazione, quand’anche seguito da un ritorno ai valori precedenti il marzo 2020 secondo un percorso di rientro spalmato nell’arco di circa un biennio. Una eventuale accelerazione post Covid-19 del declino strutturale della natalità, fenomeno del resto in corso da tempo nel nostro Pese, rappresenterebbe un’aggravante della cui entità è certamente utile avere un ordine di grandezza; quanto meno  – ha concluso Monducci – per poterle assegnare un adeguato grado di priorità, nelle azioni che dovranno portare, una volta fuori dall’emergenza, a un ritorno alla normalità”.

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