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Fase 2, Conte: Ci vuole precauzione

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Informativa del presidente del Consiglio in Parlamento sulle iniziative del governo per la ripresa delle attività economiche.

«Il contenimento cauto e attento del contagio è, in primo luogo, una misura giusta e necessaria per garantire la nostra salute, la salute dei nostri cittadini, dei nostri cari, ma costituisce anche – in secondo luogo – il principale strumento che abbiamo per far ripartire al meglio la nostra economia senza dolorose e forse anche irrimediabili battute di arresto in futuro». È quanto ha affermato oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella informativa urgente alla Camera e al Senato sulle iniziative del Governo per la ripresa delle attività economiche. «Le misure sin qui adoperate  – ha sottolineato Conte -sono il frutto di un’attenta considerazione di tutti i valori coinvolti e di un accurato bilanciamento di tutti gli interessi, buona parte dei quali di rango costituzionale, coinvolti. Tutte le misure, sono state adottate all’esito di un’interlocuzione ampia e condivisa con gli altri membri del Governo, con i capi delegazione che rappresentano le forze politiche di maggioranza, con le parti sociali, e con i Rappresentanti degli enti territoriali più volte riuniti in una cabina di regia che ha coinvolto Regioni, Comuni e Province a cui io stesso ho preso parte, insieme al ministro della salute, Roberto Speranza, e al ministro degli affari regionali, Francesco Boccia. Anche il Parlamento è stato costantemente e doverosamente informato, tanto più nei passaggi più delicati, come dimostra la mia presenza ma anche quella di vari ministri alla Camera e al Senato in questa e in varie altre occasioni. L’ho anticipato sin dall’inizio, il Governo ha adottato da subito un indirizzo, di metodo e di merito, che prevede il costante confronto con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, in modo da porre un fondamento scientifico alle decisioni di volta in volta assunte. Qualcuno potrà legittimamente anche obiettare che lo stato della conoscenza scientifica su questo nuovo virus era lacunoso, e ancora adesso non è pienamente soddisfacente. Che gli scienziati stessi, lo abbiamo vista anche nei massmedia,  hanno espresso una varietà di posizioni e valutazioni. Ma una cosa è assumere a riferimento delle proprie decisioni le libere opinioni, altra cosa è invece assumere a fondamento delle proprie decisioni ricerche e studi approfonditi e quindi un principio di conoscenza scientifica, per quanto questa non sia ancora pienamente consolidata». «Un recente rapporto del Comitato tecnico-scientifico che è stato anche evocato all’origine di questa seduta, e non è segreto – è stato pubblicato anche sui giornali e oggi verrà illustrato anche dal prof. Brusaferro, quindi dal Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità in una conferenza –  in questo rapporto del comitato tecnico scientifico che coadiuva l’azione di Governo viene stimato – ha aggiunto ancora Conte – che la riapertura simultanea di tutte le attività economiche, delle scuole e di tutte le opportunità di socialità a partire dal 4 maggio porterebbe a un incremento esponenziale e incontrollato dei contagi. La misura dei sacrifici compiuti dai nostri cittadini è riassumibile, ormai conosciamo bene questa formula con “R con zero”, ovvero il tasso di diffusione dei contagi, che ad oggi è stimabile in una fascia compresa fra 0,5 e 0,7. Se questo tasso tornasse anche solo a un livello di poco superiore a 1 – come sottolinea il Comitato tecnico-scientifico – si saturerebbe – avverte Conte –  l’attuale numero di terapie intensive, che è di circa 9000 posti letto, entro la fine dell’anno. Bisogna considerare però che non tutte le attuali postazioni di terapie intensive potranno essere utilizzate per il COVID-19, dovranno anche essere dedicate anche ad altre patologie. Questo significa che satureremo in pochi mesi la disponibilità di posti in terapia intensiva. L’impatto sul nostro sistema sanitario sarebbe notevole e ciò determinerebbe, con ogni probabilità, la necessità di invertire la tendenza alla riapertura delle attività, producendo conseguenze economiche ancora peggiori rispetto a quelle che stiamo sperimentando. Ne consegue, quindi, che il principio di precauzione, che non abbiamo inventato noi ma è un principio accreditato a livello scientifico e al livello giuridico, deve guidarci anche in questa fase. Il contenimento cauto e attento del contagio è, in primo luogo, una misura giusta e necessaria per garantire la nostra salute, la salute dei nostri cittadini, dei nostri cari, ma costituisce anche – in secondo luogo – il principale strumento che abbiamo per far ripartire al meglio la nostra economia senza dolorose e forse anche irrimediabili battute di arresto in futuro. Gli esperti ci indicano che sono quattro i principali fattori principali di crescita dei contagi: a) i contatti familiari, b) i luoghi di lavoro, c) la scuola, d) le relazioni di comunità. Questa considerazione rende evidente il motivo per cui un approccio non graduale e incauto alla riapertura porterebbe a una recrudescenza del contagio, e renderebbe altrettanto chiare le ragioni sottostanti alle scelte del Governo. Mantenendo costante la frequenza dei contatti familiari, è evidente che, se si riaprissero simultaneamente le scuole, se si consentisse il ritorno in tutti i luoghi di lavoro e se si autorizzassero senza restrizioni le relazioni sociali, anche quelle all’interno degli esercizi pubblici, ciò equivarrebbe a dare impulso alla crescita dei contagi attraverso tutti e quattro i principali fattori di diffusione dell’epidemia». Il Governo ha aggiunto Conte «ha deciso di allentare le misure che avevano determinato l’arresto di molte filiere produttive. Ha scelto di ripartire dal lavoro, ovviamente nel presupposto che siano adottate tutte le misure di sicurezza sulla base di protocolli rigorosi, ai quali anche il Governo ha contribuito, insieme al Comitato tecnico-scientifico e a tutte le parti sociali perché sono stati condivisi, lo sottolineo, dalle organizzazioni sindacali e dalle organizzazioni datoriali. Alla luce delle raccomandazioni del Comitato tecnico-scientifico, la data del 4 maggio quindi 2020 segna l’inizio di quella che è ormai nota come “fase 2”: un graduale, progressivo ritorno allo svolgimento delle attività produttive e anche commerciali».

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