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Rsa, no alla saga dell’abbandono – di Marco Trabucchi

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Nel sottofondo vi è una linea politica appena accennata, ma purtroppo diffusa, che considera le strutture  per anziani come realtà esterne  al welfare regionale, per cui devono costruire da sole il proprio futuro

di MARCO TRABUCCHI

Le vicende del Trivulzio, sulle quali non voglio esprimere -almeno per oggi- un giudizio, rischiano di stendere un’atmosfera di negatività sulle centinaia e centinaia di realtà assistenziali dedicate agli anziani, che in queste settimane in tutta Italia hanno svolto un lavoro di alto livello tecnico e di fortissima sensibilità umana. Capisco la rabbia di tanti direttori e di migliaia di operatori che si sentono in qualche modo accusati di comportamenti che hanno causato gravissimi danni alle persone ospiti. Abbiamo il dovere di affermare che non è stato così e non sarà così il comportamento dell’assoluta maggioranza delle residenze per anziani. Alcuni atti inadeguati e scorretti non scalfiscono minimamente l’onore, la dignità e la professione di tanti operatori valorosi, che meritano un’enorme gratitudine da parte dell’intero paese.

Mi sono permesso di iniziare l’articolo con queste righe un po’ enfatiche; rappresentano però lo stato d’animo di chi scrive e anche quello di molti, cittadini e operatori, che non si orientano nella marea di notizie e di allarmi che si susseguono. Sembra che tutta la crisi indotta dal Covid-19 sia attribuibile ai luoghi della cura delle persone anziane. Alcune osservazioni permettono di collocare l’attuale crisi in un contesto più ampio, che descrive le discussioni e le incertezze che aleggiano intorno al mondo delle residenze per anziani…


Estratto dal periodico mensile Panorama della Sanità n.5 maggio 2020 – SFOGLIA LA RIVISTA


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