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Fase 2, Pier Luigi Lopalco: Puntare sulla Prevenzione

pier luigi lopalco

Il territorio, «l’unico sistema che potrebbe identificare, tracciare e fermare l’insidia del coronavirus» sostiene l’epidemiologo in un articolo pubblicato su Panorama della Sanità di maggio.

«Non sarà una app a salvarci dal coronavirus, e neanche le centinaia di migliaia di test che vengono promessi ogni giorno in una gara al rialzo fra le Regioni italiane. Non è un tampone a fermare il contagio e men che meno un software. Tamponi e app sono strumenti importanti che devono essere utilizzati dagli uomini e dalle donne dei nostri dipartimenti
di prevenzione. Dipartimenti che necessitano un urgentissimo rinforzo che li metta in grado di attuare le strategie di sorveglianza e risposta necessarie». È quanto sostiene l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco in un suo articolo pubblicato sul numero di maggio di Panorama della Sanità nel quale illustra, in sintesi, i principali errori commessi nella Fase 1, quella della diffusione epidemica, sottolineando come il territorio abbia un ruolo centrale nella Fase 2. A partire dal rilancio  dei Dipartimenti di Prevenzione che devono lavorare «di concerto – spiega Lopalco – con altre figure centrali del nostro Ssn come medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti che sono a tutti gli effetti le propaggini più periferiche e diffuse di un fortissimo sistema di controllo del territorio. L’unico sistema che potrebbe davvero identificare, tracciare e fermare l’insidia del coronavirus».

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