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Commissario Arcuri: dalla grande distribuzione 19 milioni di mascherine chirurgiche ai cittadini

arcuri

«Se le mascherine ci sono nei supermercati e non ci sono nelle farmacie, evidentemente c’è un difetto di una rete di approvvigionamento rispetto all’altra. Il prezzo non c’entra nulla» ha precisato il Commissario.

«Dal 1 maggio Federdistribuzione, Confcommercio, Conad e Coop – con cui abbiamo stipulato nelle scorse settimane un accordo – hanno distribuito 19 milioni di mascherine chirurgiche ai cittadini, che le hanno pagate 0,50 centesimi più Iva. Devo ringraziare queste categorie e anche gli italiani, noi lavoriamo solo ed esclusivamente nel loro interesse, per tutelare la loro salute». Con queste parole Domenico Arcuri, Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, ha avviato la conferenza stampa di questa mattina in Protezione Civile. Ha poi così tenuto a precisare: «Non è il commissario a dover rifornire le farmacie, né tantomeno i loro distributori, così come non è il commissario a dover rifornire gli associati della Confcommercio o quelli di Federdistribuzione: ma mi sono impegnato in tutti e due casi ad integrare, ove sia possibile, le forniture che queste categorie si riescono a procurare attraverso le loro reti di approvvigionamento. Se le mascherine ci sono nei supermercati e non ci sono nelle farmacie, evidentemente c’è un difetto di una rete di approvvigionamento rispetto all’altra. Il prezzo non c’entra nulla. Né i farmacisti che, sono certo, continueranno a vendere tutte le mascherine di cui riusciranno ad approvvigionarsi. Detto questo ieri ho emanato un’ordinanza che accelera le procedure per lo sdoganamento delle forniture che i distributori potranno acquisire dall’estero con il cosiddetto “svincolo diretto” e ringrazio per questo l’Agenzia per le Dogane». Poi il punto sugli approvvigionamenti: «Nell’ultima settimana – ha riferito Arcuri – abbiamo distribuito 36,2 milioni di mascherine alle regioni, dall’inizio dell’emergenza ne abbiamo distribuiti 208,8 milioni: le regioni ne hanno 55 milioni nei loro magazzini, sono una quantità sufficiente. Noi continuiamo a distribuirle agli ospedali, al personale sanitario e parasanitario, alle forze dell’ordine, ai settori della pubblica amministrazione centrale e locale più esposti. A questi abbiamo aggiunto tre altre categorie: i trasporti pubblici locali, le RSA pubbliche e private e le polizie locali. Certamente abbiamo rafforzato il sistema sanitario nazionale che dopo tanti anni ne aveva bisogno. In queste settimane abbiamo distribuito 4.403 ventilatori negli ospedali di tutto il paese, che resteranno a rafforzare i nostri presidi ospedalieri. A ieri noi abbiamo distribuito 4,1 milioni di tamponi e ne abbiamo acquistato altri 5 milioni. Abbiamo fatto una richiesta di offerta perché i tamponi da soli non bastano, sono necessarie almeno altre due cose: i reagenti di estrazione e di amplificazione. E i reagenti sono un bene scarso nel mondo». Infine il Commissario ha così concluso: «So che in questo momento negli ospedali italiani ci sono un numero di ventilatori 4 volte superiori al numero di pazienti in terapia intensiva; inoltre l’Italia è il paese che ha fatto più tamponi per abitanti; infine nell’ultima settimana abbiamo distribuito 36 milioni di mascherine alle Regioni e i supermercati della grande distribuzione ne hanno vendute 19 milioni al prezzo di 0,61 euro iva inclusa: questo, per quanto riguarda me e i miei colleghi, basta e avanza per andare avanti».

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