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Per una nuova medicina territoriale

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La Cisl Medici e l’Intesa Sindacale della Toscana credono fermamente che l’associazionismo tra medici di Medicina Generale unitamente al passaggio alla dipendenza degli stessi medici, rappresenti una soluzione adeguata per una nuova operatività della Medicina Generale nel territorio.

di Paolo Michele Olia*, Rino Foto**

Cisl Medici ed Intesa Sindacale della Toscana, che da sempre hanno ritenuto strategica la valorizzazione e il potenziamento della Medicina Territoriale, non possono che guardare con favore a quanto dichiarato dal Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, riguardo alla necessità di puntare al potenziamento del territorio per contrastare l’attuale pandemia da virus SARS-CoV-2. Ci auguriamo che i proponimenti della Regione Toscana si traducano in realtà operativa, prestando la massima attenzione alla sicurezza di tutti gli operatori che operano sul campo.

Tra i medici che hanno dovuto fronteggiare in prima linea la pandemia da virus SARS-CoV-2, i medici di Medicina Generale hanno pagato un alto tributo in vite umane, rappresentando circa la metà dei medici deceduti a causa dell’infezione virale. Questo sacrificio è una testimonianza della centralità del loro ruolo professionale, della loro eroica dedizione all’arte medica e dell’alto senso etico che caratterizza il loro agire, al pari degli altri colleghi che si sono sacrificati nella lotta al SARS-CoV-2.

La figura del medico di Medicina Generale è stata ripensata nel tempo e si assiste oggi al sorgere di forme associative tra professionisti. Queste forme associative, nella salvaguardia del rapporto medico-paziente, mirano a fornire una nuova risposta al bisogno di salute degli assistiti.

A nostro giudizio, ad una efficace forma associativa deve necessariamente corrispondere una riformulazione dei ruoli e dei trattamenti economici dei medici che ne fanno parte, al fine di garantire l’auspicato rapporto tra pari.

Attualmente le competenze economiche del medico di Medicina Generale vengono stabilite in base alla quota capitaria, criterio tipico per un rapporto libero-professionale individuale, nato quando il medico operava da solo nel proprio ambulatorio. Tale criterio di remunerazione non è più adeguato, a nostro avviso, al moderno concetto di Medicina Generale in associazione, se vogliamo garantire a tutti i medici pari dignità economica e professionale.

La Cisl Medici e l’Intesa Sindacale della Toscana credono fermamente che l’associazionismo tra medici di Medicina Generale unitamente al passaggio alla dipendenza degli stessi medici, rappresenti una soluzione adeguata per una nuova operatività della Medicina Generale nel territorio e per garantire anche ai medici di Medicina Generale le tutele sanitarie e previdenziali proprie dei dipendenti.

Per quanto sopra esposto, ci auguriamo che la Regione Toscana possa dare luogo ad una sperimentazione innovativa che possa permettere ai medici di famiglia che lo desiderino di passare da un rapporto convenzionato ad un rapporto di dipendenza.

*Segretario Generale della CISL Medici della Toscana 

**Rappresentante dell’ Intesa Sindacale della Toscana (CISL Medici, CGIL FP, SIMET E SUMAI)

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