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La Camera approva il ddl sicurezza professioni sanitarie

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Il provvedimento passa ora al Senato. “Un bel risultato” commenta il ministro Speranza.

Nella seduta di oggi la Camera ha approvato il disegno di legge: S. 867 – Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni.  A favore hanno votato 427 deputati, soltanto tre si sono astenuti. Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento. “È un bel risultato – commenta su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza- l’approvazione all’unanimità nell’Aula della Camera, del Ddl contro la violenza sugli operatori sanitari. È un tema su cui sono impegnato dall’inizio del mio mandato. In questi mesi tutti hanno compreso il valore e la dedizione dei nostri medici, infermieri, e di tutti coloro che lavorano ogni giorno per la sanità italiana. Rafforzare le loro tutele giuridiche e sanzionare ogni forma di aggressione è un modo concreto di prendersi cura di chi si prende cura di noi”. Tra le misure, il testo prevede prevede pene più severe fino a 16 anni di reclusione e multe fino a 5mila euro per gli aggressori. Inoltre, è stato introdotto un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, con compiti di monitoraggio e di ricerca. Il provvedimento inoltre istituisce la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, volta a sensibilizzare la cittadinanza a una cultura che condanni ogni forma di violenza.

La Sottosegretaria Zampa: Importante traguardo a tutela operatori del Sistema Sanitario Nazionale

“Oggi il Parlamento –  dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa- ha dato un importante segnale a quanti nel Sistema Sanitario Nazionale lavorano ogni giorno con impegno e dedizione a tutela della salute dei cittadini italiani. Il voto unanime al disegno di legge sulla sicurezza per le professioni sanitarie è il modo migliore per ringraziare tutti coloro che hanno messo a rischio la propria salute per garantire quella di tutti noi durante l’emergenza Covid-19. Manca ancora l’ultima parola del Senato e poi potremo davvero consegnare a medici, infermieri, operatori sanitari e socio-sanitari norme importanti per la loro sicurezza e incolumità”.

Anelli (Fnomceo): Segnale forte di presa di coscienza da parte della Politica

«Soddisfazione per l’approvazione, quasi all’unanimità, del disegno di legge – commenta il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli-  Ora attendiamo, a breve, l’approvazione definitiva da parte del Senato. Finalmente i medici e gli altri professionisti della Salute avranno validi strumenti normativi, preventivi e dissuasivi, per contrastare il triste fenomeno delle aggressioni». «Ringraziamo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, per aver portato il testo all’attenzione della Consulta delle Professioni sanitarie, in modo da recepirne i contributi, e per aver sin da subito compreso l’importanza di un provvedimento in materia – continua Anelli -. Insieme a lui ringraziamo il Ministro del precedente Governo Giulia Grillo, firmataria del Disegno di Legge di iniziativa governativa poi unificato con i diversi progetti di Legge, da più parte presentati, e anche il Ministro Beatrice Lorenzin, che volle istituire l’Osservatorio contro la violenza, che vedeva il coinvolgimento delle Professioni sanitarie». «La nostra riconoscenza va poi al Parlamento, che ha dimostrato la sua sensibilità, sia con la presentazione dei progetti di Legge sia, oggi, con un’approvazione del testo avvenuta quasi all’unanimità – aggiunge -. Questo dimostra come la sicurezza degli operatori sia un tema fondamentale e trasversale a ogni orientamento di parte». «Anche in tempo di pandemia, le aggressioni contro i professionisti si sono diradate o hanno cambiato forma, ma non sono cessate: è notizia di ieri quella di un’aggressione, a Cosenza, ai danni di una collega del Pronto Soccorso, cui va la nostra vicinanza – conclude -. L’approvazione del Disegno di Legge è un segnale forte di presa di coscienza del problema da parte della Politica e delle Istituzioni. Confidiamo in una rapida conclusione dell’iter e, soprattutto, nell’inizio di una nuova era della sanità, che consideri il diritto alla sicurezza degli operatori come intrinsecamente legato al diritto alla tutela della salute dei cittadini».

Mangiacavalli (Fnopi): Ora tempi più che rapidi per l’approvazione definitiva al Senato

“È una bella notizia che il disegno di legge contro la violenza sugli operatori sanitari abbia fatto un ulteriore passo avanti e sia stato approvato dalla Camera”, commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, il via libera a Montecitorio del Ddl, con alcune modifiche che lo fanno tornare ora di nuovo al Senato.
Ogni anno circa 5mila infermieri subiscono violenze fisiche o verbali: circa 13-14 al giorno.
L’89,6% degli infermieri è stato vittima, secondo una ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata di Roma, di violenza fisica/verbale/telefonica o di molestie sessuali da parte dell’utenza sui luoghi di lavoro. In base ai dati rilevati si può dire che praticamente circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa abbiano subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale. Di tutte le aggressioni (secondo l’Inail) il 46% sono a infermieri e il 6% a medici (gli infermieri sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio ecc. e quindi quelli più soggetti). “La FNOPI ha da sempre richiesto tolleranza zero verso la violenza e un inasprimento delle pene, ma non solo. Per la nostra Federazione è estremamente positivo ad esempio che si sia voluto mettere ancora di più in rilievo il ruolo dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, una richiesta specifica fatta a suo tempo dalla FNOPI e che, oltre a essere istituito presso il ministero della Salute nostro ministero vigilante, dovrà essere costituito, per la sua metà, da rappresentanti donne: tra gli infermieri il 78% circa è donna e abbiamo sempre sottolineato la duplice rilevanza che il Ddl contro la violenza riveste sia per i suoi contenuti in se, sia per il fatto che la violenza è indirizzata quasi sempre in modo maggiore proprio verso le donne”. “ Bene anche – prosegue la presidente FNOPI – l’aggravio delle pene per lesioni gravi o gravissime  che ora vale non più solo per le aggressioni a danno del personale sanitario o socio-sanitario, ma anche a danno di chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso”.
“Un aspetto per noi molto importante – conclude Mangiacavalli – è poi l’istituzione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza a una cultura che condanni ogni forma di violenza.  È essenziale la maggiore informazione e formazione perché siano denunciate da tutti e in modo chiaro le azioni di ricatto e le persecuzioni nell’ambiente di lavoro rispetto alla posizione e ai compiti svolti ed è una delle richieste da noi portate avanti. Ed è altrettanto fondamentale far sapere alle persone cosa significa la violenza sugli operatori sanitari. Il cittadino non ha chiaro chi si prende cura di lui: deve capirlo che a farlo è l’équipe. Anche rispetto all’assistenza domiciliare, altro terreno di rischio per la violenza sugli operatori, spesso modelli organizzativi sono decisi da pochi mentre il sistema di rischio clinico deve avere modalità diffuse, interconnesse e condivise da tutti”.

Nursind: passi indietro in ddl contro aggressioni, Stato non difende operatori

“Avremmo voluto salutare il ritorno del provvedimento in terza lettura al Senato, con una promozione a pieni voti. Avrebbe significato accettare di buon grado il ritardo nella conclusione dell’iter parlamentare a fronte di una legge arricchita e più efficace. Ma purtroppo non è così. Rispetto ai miglioramenti apportati in Commissione Giustizia e Affari sociali, infatti, dobbiamo registrare i passi indietro dell’Aula”. Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind infermieri, commenta così il via libera all’unanimità di Montecitorio al ddl sulla sicurezza per gli esercenti delle professioni sanitarie. Nursind punta l’indice contro la retromarcia fatta sul fronte delle tutele post aggressione del lavoratore: “Non vogliamo essere disfattisti – osserva il sindacato – ma la legge su questo rimane incompleta. Prevedere l’obbligo della procedura d’ufficio da parte delle aziende sanitarie nei processi che coinvolgono operatori sanitari vittime d’aggressione, conclusione cui era giunto giustamente il lavoro delle Commissioni, avrebbe rappresentato un passo avanti importante. Spiace molto quindi dover prendere atto di questo grave ripensamento dell’Aula”.  “L’amara conclusione è che gli infermieri devono difendersi da soli – attacca Bottega -. Lo Stato non difende i suoi dipendenti”. Rimane la soddisfazione per le novità riguardanti l’Osservatorio sulla sicurezza, istituito dalla legge, che è stato “finalmente allargato anche ai rappresentanti delle categorie sindacali”. “Si tratta di una richiesta che avevamo avanzato con forza, ma non certo per manie di protagonismo – continua il sindacalista -. Era semplicemente assurdo pensare di intervenire su una problematica che interessa i lavoratori in assenza di chi istituzionalmente è titolato a rappresentarli. Su tale aspetto, dunque, hanno prevalso la logica e il buon senso. Troppo poco, però, per dirci soddisfatti. A maggior ragione in questa difficilissima emergenza che l’intero Paese sta vivendo e che gli operatori sanitari si sono responsabilmente caricati sulle loro spalle”.

Onotri (Smi): Ci auspichiamo che l’ultimo passaggio del voto, previsto a Palazzo Madama avvenga al più presto

«È un passo importante per  le misure di salvaguardia del lavoro dei medici. Ci auspichiamo che l’ultimo passaggio del voto, previsto a Palazzo Madama avvenga al più presto» così Pina Onotri, Segretario Generale del Smi commenta l’approvazione, a Montecitorio, del provvedimento per la sicurezza degli esercenti professioni sanitarie. «Negli ospedali,  negli studi medici, si è assistito per troppo tempo ad una serie ripetuta di aggressioni, che, finita la fase del lockdown, sono riprese, come da copione.  C’è d’aggiungere che, oltre l’ aggressione fisica da parte degli utenti,  i medici hanno subito, in questo frangente, la più  grande aggressione perpetrata ai loro danni, dal sistema organizzativo in cui operano, che  ha mostrato, in questa fase della pandemia,  le molteplici falle nelle misure di sicurezza. Ricordiamo che sono deceduti più di 160  colleghi». «C’è bisogno di rimettere la salute, la sanità pubblica, il personale sanitario e medico, anche  alla luce  dell’epidemia in corso,  al centro dell’agenda politica   del nostro Paese, al fine di tutelare la salute dei cittadini  difendere gli operatori sanitari  sia dalle aggressioni che dai rischi sui luoghi di lavoro» conclude Onotri.

Gazzi (Ordine Assistenti Sociali): Basta violenze, ddl sicurezza è importante traguardo

“La politica, praticamente all’unanimità, ha preso coscienza dell’importanza di salvaguardare i professionisti sanitari e socio sanitari sanitari spesso vittime di violenze, approvando alla Camera il disegno di legge S.867 che ora passa al Senato per l’ok definitivo. Come assistenti sociali, abbiamo denunciato da anni una situazione insostenibile e per questo non possiamo che manifestare la nostra soddisfazione per il voto di oggi”. Così Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti sociali dopo il sì della Camera al Ddl Sicurezza professioni  socio-sanitarie. “Salutiamo con piacere l’istituzione di un osservatorio specifico e di strumenti di monitoraggio, le specifiche aggravanti per le intollerabili violenze – aggiunge –  Il nostro grazie va a tutti gli onorevoli che hanno detto sì al testo; al ministro della Salute Roberto Speranza e alla sottosegretaria Sandra Zampa che, ascoltandoci durante gli incontri della Consulta per le Professioni e durante le audizioni, hanno tenuto conto della specificità del nostro ruolo. E alle onorevoli Elena Carnevali e Debora Serracchiani che nei loro emendamenti hanno raccolto la voce di migliaia di assistenti sociali vittime di violenza fisiche e verbali. Il Senato – conclude – faccia presto. Aspettiamo da anni!”.

De Palma (Nursing Up): «Provvedimento annacquato che non risolve il problema. Mancano strategie e prevenzione

«Accogliamo favorevolmente, come sindacato, l’approvazione del disegno di legge contro la violenza sugli operatori sanitari. Ma nutriamo seri dubbi sui benefici concreti che porterà. Tutto questo non ci basta. Perché da anni combattiamo per chiedere organizzazione e strategie che possano stroncare sul nascere il triste fenomeno che vede coinvolti non solo i nostri infermieri ma anche i medici, all’interno degli ospedali italiani. Il luogo di lavoro dove si combatte per la salute pubblica e che troppo spesso diventa teatro di “duelli rusticani”. Lo sappiamo noi cosa significa assistere i colleghi quando ci chiamano terrorizzati, con i volti tumefatti, colpiti a tradimento da familiari di pazienti che perdono il controllo». Così Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up, sul via libera alla camera di un Ddl che ora attende solo l’approvazione del Senato. «Mi dispiace- sbotta il numero uno del sindacato-non vogliamo certo sembrare quelli che vanno sempre controcorrente, ma anche questa volta hanno voluto fare tutto da soli, e noi non possiamo che ribadire che gioire e gridare al miracolo lascia il tempo che trova. Da tempo gli infermieri subiscono violenze fisiche e anche psicologiche sul posto di lavoro. Noi come sindacato stiamo lottando da mesi e mesi per portare alla luce questa triste verità. Siamo stati i primi in Italia a promuovere una accurata indagine, di concerto con l’Oms, frutto di mesi di sondaggio con un questionario on line, presentata nel corso del “Symposium Work Place Violence in the Health Sector”, presso il senato italiano, dove è emerso il dato allarmante di cui oggi parlano tutti. Un dato frutto di una nostra indagine accurata. L’80% degli intervistati ha confessato di aver subìto violenza sul luogo di lavoro, un infermiere su dieci (l’11%) ha parlato di violenza fisica e il 4% ha riferito di essere stato minacciato con un’arma da fuoco. Sono i dati che emergono dall’indagine condotta dal sindacato Nursing Up con un questionario on line, a cui hanno risposto, per il 79%, donne. Hanno condiviso le nostre battaglie attori e personaggi dello spettacolo, che si sono messi a disposizione per sensibilizzare i cittadini, la società civile tutta e le autorità politiche, su questa terribile piaga fino a poco fa sconosciuta ai più. Chi pensava che l’ospedale fosse un posto di lavoro sicuro, dove si badava solo alla cura del paziente, ha strabuzzato gli occhi di fronte a questi numeri così preoccupanti. Siamo stati anche i primi a offrire garanzie assicurative per coprire i danni che i nostri colleghi subivano, in mancanza di palesi interventi da parte del datore di lavoro.
Ma diciamo ancora una volta basta e chiediamo, pretendiamo molto di più. Un disegno di legge- continua De Palma- che inasprisca le pene, non è sufficiente. Occorre creare un percorso organizzativo che porti alla concreta diminuzione delle aggressioni. Prima di tutto-, chiarisce il Presidente del Nursing Up- le aziende ospedaliere si costituiscano da subito parte civile. Sono loro i responsabili della salute e dell’integrità fisica degli operatori sanitari. Dimostrino di essere dalla parte dei lavoratori! In secondo luogo chiediamo di istituire servizi di sorveglianza in ogni azienda, attivabili h 24 di fronte all’improvviso bisogno degli operatori sanitari ed attraverso l’uso delle moderne tecnologie, come ad esempio “i terminali di allarme salvavita”, strumenti operativi h24 che l’operatore sanitario potrebbe attivare in caso di pericolo, per l’intervento immediato del servizio di sorveglianza. Questo sistema è già realtà nella maggior parte degli ospedali americani e funziona egregiamente».

Fnopo: Adesso necessaria rapida approvazione del testo al Senato

“Il via libera alla Camera, con voto unanime, al Ddl recante “Disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie” è un’ottima dimostrazione del giusto riconoscimento che la Politica deve avere nei confronti dei professionisti sanitari e sociosanitari. A poco meno di un anno dal voto di settembre 2019 in Senato, l’auspicio, e insieme l’invito, è che nella terza lettura al Senato l’iter sia molto veloce e porti a una rapida approvazione del testo”, commentano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica. “L’attuale emergenza sanitaria e il riconoscimento al lavoro quotidiano dei professionisti della sanità, hanno solo celato una piaga che stava prendendo piede nel nostro Paese: le aggressioni ai danni degli operatori sanitari. Per tale motivo è necessario non indietreggiare e mantenere sempre alta l’attenzione su questi episodi intollerabili – spiegano i vertici FNOPO -. Il ritorno alla fase post Covid-19, di cui non si conoscono i tempi, potrebbe far tornare a nuovi eventi violenti. Non è più tempo di temporeggiare, tollerare e soprattutto essere impreparati. È importante dimostrare ai facinorosi che non c’è impunità per chi pensa di poter “risolvere” con la violenza eventuali contrasti o dissensi, e che l’aggressione verbale o fisica non ha mai ragion d’essere. Ben vengano, quindi le pene previste all’articolo 4 del Ddl, ovvero pene aggravate per lesioni gravi o gravissime e reclusione da 4 a 10 anni per le lesioni gravi, mentre per quelle gravissime la reclusione dagli 8 ai 16 anni. O ancora protocolli di sicurezza con le forse di polizia per garantire la sicurezza nello svolgimento del proprio lavoro.  Ancor più importanti delle sanzioni, il testo ha il pregio di prevedere, ad esempio all’art. 3, la realizzazione di iniziative di informazione sull’importanza del rispetto del lavoro dei professionisti della sanità e di formazione per gli operatori. Tali azioni sono uno strumento importante da mettere in campo per la prevenzione del fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari e sociosanitari. Occorre un cambio di passo culturale, un’alleanza concreta tra i cittadini e le cittadine e chi lavora in sanità, solo così sarà possibile vedere in chi cura e assiste un alleato, un amico per la propria salute. Serve uno scambio di informazioni e una comunicazione empatica ed efficace che faccia sentire l’assistito protagonista consapevole di quello che gli sta avvenendo, e non una potenziale “vittima di soprusi”. “L’altra novità che introduce il testo è l’istituzione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari”, una ricorrenza che ha un duplice valore: il riconoscimento da parte della politica al lavoro svolto senza alcuna distinzione, da tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie, e rinsaldare quel senso di unione e di collaborazione tra cittadini e professionisti necessari per una sanità di qualità. Ulteriore novità è l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie, previsto dall’articolo 2 del Ddl approvato alla Camera” aggiunge la presidente FNOPO, Maria Vicario. “Infine – concludono le rappresentanti nazionali della categoria ostetrica– sebbene non più facente parte del DDl, sarebbe auspicabile e un bel segnale di solidarietà la costituzione di parte civile delle aziende sanitarie, le pubbliche amministrazioni e le strutture e servizi sanitari, sociosanitari e sociali pubblici, privati o del privato sociale nei processi di aggressione a danno dei loro esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”.

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