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La mortalità infantile in Italia è tra le più basse in Europa

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Ma nel Mezzogiorno è più elevata rispetto al Centro-Nord e la differenza non si è ridotta negli ultimi dieci anni. 

È stabile il tasso di mortalità infantile, importante indicatore del livello di sviluppo e benessere di un Paese, e nel 2017 l’Italia si conferma tra i Paesi con il valore più basso (2,7 decessi per mille nati vivi, mentre la media Ue è di 3,6 per mille) simile a quello di Spagna, Portogallo e Repubblica Ceca e di poco superiore a quello della Svezia. Tuttavia, la mortalità infantile nel Mezzogiorno è più elevata rispetto al Centro-Nord e la differenza non si è ridotta negli ultimi dieci anni. È quanto rileva l’Istat nella nuova edizione 2020 di NOI ITALIA, la pubblicazione web che, dal 2008, offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti ambientali, economici e sociali dell’Italia, delle differenze regionali che la caratterizzano e della sua collocazione nel contesto europeo. Per quanto riguarda la sanità e la salute l’Istat indaga, tra gli altri aspetti, su spesa sanitaria, ricoveri ospedalieri e tasso di mortalità.

Spesa sanitaria

In Italia nel 2017 la spesa sanitaria pubblica è di gran lunga inferiore rispetto a quella di altri Paesi europei. A parità di potere d’acquisto, a fronte dei circa 2.495 dollari per abitante spesi in Italia nel 2017, Austria, Belgio, Irlanda e Finlandia superano i 3.000 dollari, mentre la Germania con 4.933 dollari per abitante, si attesta al primo posto per spesa pro capite. Nel 2018 le famiglie italiane hanno contribuito alla spesa sanitaria complessiva per il 25,8%, quota analoga a quella dell’Irlanda e dell’Austria. Soltanto Grecia e Portogallo presentano una quota superiore al 30%, mentre i contributi minori sono registrati in Lussemburgo (14,8%), Germania (15,5%) e Danimarca (15,6%).

Ricoveri ospedalieri

Rimangono sostanzialmente stabili i ricoveri ospedalieri in regime ordinario per tumori: da 1.102 ricoveri per centomila residenti nel 2017 a 1.110 ricoveri nel 2018. Prosegue invece il trend decrescente dei ricoveri per le malattie del sistema circolatorio: da 1.856 ricoveri per 100 mila residenti nel 2017 a 1.816 ricoveri nel 2018; la riduzione è determinata principalmente dalla presa in carico da parte dei servizi sanitari extra ospedalieri dei pazienti che possono essere gestiti in regime ambulatoriale. Riguardo ai posti letto ospedalieri, l’Italia si colloca al 24° posto e continua ad essere al di sotto della media europea: 3,1 posti letto ogni mille abitanti, rispetto al valore medio Ue di 5,0.

tasso di mortalità

Nel 2017, in Italia il tasso standardizzato di mortalità per tutte le cause è di 86,7 decessi ogni diecimila abitanti, in aumento rispetto al 2016 (84,2). Nel Mezzogiorno si rileva il più alto tasso di mortalità, superiore a 93 decessi per diecimila abitanti.
Il tasso di mortalità per le malattie del sistema circolatorio, principali cause di decesso insieme ai tumori, nel 2017 è in lieve aumento (30,3 decessi per diecimila abitanti a fronte dei 29,6 del 2016).
Continua invece a diminuire la mortalità per tumori (25 decessi per diecimila abitanti). Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori si conferma inferiore alla media nazionale (24,4 decessi per diecimila abitanti), ma in Campania per gli uomini si registrano i tassi più elevati (36,5).
Nel complesso, in Italia la mortalità per tumore e per malattie del sistema circolatorio è inferiore alla media europea.

Fumo e alcol

Nel 2018, diminuisce la quota dei fumatori (19,0%), mentre le percentuali di consumatori di alcol a rischio (16,4%) e di persone obese (10,7%) mostrano un leggero incremento rispetto all’anno precedente. In particolare, nel Centro-Nord è più alta la quota di consumatori di alcol a rischio (18,3%), al Sud e nel Nord-Est quella di persone obese (rispettivamente l’11,6% e l’11.5%). Per i fumatori, la quota più alta si rileva nel Lazio (23,4%).

 

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