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Gabbrielli (Iss): Tra telemedicina reale e fantasie ipertecnologiche

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Il Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali, sulle pagine di Panorama della Sanità del mese di luglio, mette in guardia sui rischi nell’utilizzo di strumenti inadeguati di comunicazione e di contatto con i pazienti.

«La Telemedicina reale, efficace, sicura, non si può improvvisare. Non basta mettere insieme qualche computer, dispositivi medici e software
per fare un servizio. Non è detto che una app che funziona perfettamente sia anche efficace da un punto di vista medico o assistenziale. Tollerare la diffusione di servizi non conformi alle norme di tutela del trattamento dati conduce certamente a rischi di sicurezza che sono in grado di produrre danni alle persone». È quanto afferma Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove
Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità che, in un articolo pubblicato sul numero di Panorama della Sanità di luglio, punta il dito contro l’utilizzo di strumenti inadeguati di comunicazione con i pazienti da parte di mmg e specialisti. «I medici, sia quelli di famiglia che gli specialisti, continuano a utilizzare – sottolinea il Direttore – strumenti inadeguati di comunicazione e di contatto con i pazienti. Insistono a scambiare dati sanitari personali attraverso le email, a dare prescrizioni usando chat line e a eseguire videochiamate con i loro pazienti utilizzando le più disparate piattaforme social online che sono impossibili da controllare in quanto a sicurezza del trattamento dati.
Esponendo serenamente i propri pazienti a rischi non trascurabili rispetto all’utilizzo improprio dei dati personali e se stessi ai rischi di richieste di risarcimento e di ammende di proporzioni anche notevoli». «Il ricorso a prestazioni a distanza – aggiunge Gabbrielli – è pienamente giustificato. Esse vanno fornite prioritariamente attraverso le tecnologie digitali e di telecomunicazione computer assistite moderne, che offrono le migliori opportunità operative rispetto all’uso delle tecnologie precedenti. Il telefono è da considerare tecnologia arcaica, primitiva, e non appare coerente annoverarne l’uso quale attività in Telemedicina. Sarebbe come considerare un dirigibile equivalente ad un aviogetto per il fatto che entrambi sono in grado di trasportare uomini e oggetti spostandosi in cielo». Secondo Gabbrielli, inoltre è necessaria una seria riflessione «sulla qualità della formazione in ambito di sanità digitale, sulla reale efficacia dell’aggiornamento Ecm obbligatorio per i professionisti e sul livello di professionalità che medici, manager e professioni sanitarie sono in grado oggi di offrire i cittadini rispetto a queste tematiche, per altro da tempo non più descrivibili come “nuove”».

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