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Massimo Scaccabarozzi confermato presidente di Farmindustria

scaccabarozzi

Nominato il nuovo Comitato di Presidenza per il biennio 2020-2022.

L’Assemblea privata di Farmindustria, che si è riunita ieri, ha nominato il nuovo Comitato di Presidenza per il biennio 2020-2022 e confermato Massimo Scaccabarozzi alla guida dell’Associazione. Scaccabarozzi – di Janssen Italia, milanese, laureato in Farmacia – è componente della Giunta e invitato permanente del Consiglio Direttivo di Confindustria. Il Comitato di Presidenza è composto da cinque Vice-Presidenti: Alberto Chiesi (Chiesi Farmaceutici); Maurizio de Cicco (Roche); Pasquale Frega (Novartis Farma); Stefano Golinelli (Alfasigma); Luciano Grottola (Ecupharma). Del Comitato di Presidenza fanno parte anche: Lucia Aleotti (Menarini); Francesco De Santis (Italfarmaco); Fabrizio Greco (AbbVie); Fabio Landazabal (GlaxoSmithKline); Pierluigi Petrone (Euromed); Lorenzo Wittum (Astrazeneca).

Gli auguri della Fnomceo, Anelli: “Si apre un triennio importante”

“A Massimo Scaccabarozzi, riconfermato ieri alla guida di Farmindustria, e a tutto il Comitato di Presidenza, i migliori auguri di buon lavoro”. Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta la nomina del Comitato di Presidenza 2020-2022 e la riconferma di Massimo Scaccabarozzi, che guida Farmindustria dal 2011. “Si apre un triennio importante, in cui l’industria farmaceutica italiana dovrà avere un ruolo cardine a livello europeo – continua Anelli -. Penso ai vaccini, in particolare al vaccino contro il Covid-19, cui tutto il mondo guarda come speranza e veicolo di ritornare finalmente a una vita pienamente normale. L’Italia è in campo per vincere questa partita, con i suoi ricercatori e con i suoi centri di eccellenza”. “Penso alla ricerca farmacologica, in particolare quella per le terapie che migliorano la vita dei malati cronici – continua -. Auspico nuovi farmaci, e una migliore e più capillare distribuzione dei medicinali veramente rivoluzionari che già oggi abbiamo a disposizione, ad esempio, per il diabete e per la broncopneumopatia cronica ostruttiva. La loro prescrizione, ancora limitata agli specialisti di branca, deve essere aperta a tutti i medici, e in particolare ai medici di medicina generale, per ampliare la platea dei cittadini che possono usufruirne e agevolare, per capillarità e prossimità, l’accesso alle cure”. “Penso infine all’informazione sui farmaci, soprattutto su quelli innovativi e sui nuovi principi attivi, e alla formazione – conclude -. I mesi dell’emergenza Covid-19 hanno indicato sia ai medici, sia alle imprese nuove modalità che potranno studiare e perfezionare insieme. Va meglio definito e valorizzato il ruolo che i medici, anche di famiglia, possono svolgere nella prevenzione e nella ricerca clinica attraverso la loro esperienza con studi osservazionali e di real world evidence, a beneficio dei pazienti: il loro apporto può davvero aiutare le aziende farmaceutiche sia nella ricerca di nuovi farmaci e vaccini, sia nella ricerca clinica e nell’accesso alle terapie per consentire l’aderenza alle cure”.

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