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Approvazione Direttiva Euratom, Aifm: Un passo avanti importante per la sicurezza dei pazienti, lavoratori e popolazione

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«Terminato questo percorso, siamo ora pronti a intraprendere un nuovo cammino, davvero molto importante, verso una corretta applicazione della norma, che sappiamo essere molto complessa e articolata» sottolinea Michele Stasi, Presidente dell’Associazione di Fisica Medica.

Grande soddisfazione da parte dell’Aifm per l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2013/59/Euratom che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom. “Rispetto al testo approvato in via preliminare il 26 gennaio 2020 – evidenzia l’Associazione di Fisica Medica –  sono state diverse le modifiche apportate a causa degli interventi della Conferenza Stato Regioni e delle Commissioni Parlamentari. Termina così il lungo e faticoso cammino, iniziato a gennaio 2014, verso il recepimento della Direttiva 2013/59/Euratom”. Michele Stasi, Presidente Aifm, commenta il raggiungimento di questo primo traguardo: «Finalmente viene approvata la legge di recepimento della direttiva che dà una risposta più adeguata ai pazienti, ai lavoratori e alla popolazione, in termini di sicurezza e protezione contro le radiazioni ionizzanti. Terminato questo percorso, siamo ora pronti a intraprendere un nuovo cammino, davvero molto importante, verso una corretta applicazione della norma, che sappiamo essere molto complessa e articolata». L’Associazione si dice pronta “a fare la propria parte a supporto delle aziende sanitarie pubbliche e private e delle istituzioni, per garantire una radioprotezione in ambito sanitario efficace, efficiente e ottimizzata, e presenterà a settembre il nuovo disposto normativo attraverso un webinar che coinvolgerà anche i principali estensori istituzionali della norma e quanti hanno rappresentato le istituzioni per i pareri richiesti alla Conferenza Stato Regioni”.

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