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Un prezioso esercito che rischia mansioni burocratiche

esercito infermieri

Sarebbe una cosa dell’altro mondo sperare (o pretendere) che a una spesa rilevante in ambito sanitario si accompagni un progetto preciso? È quanto domanda Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, sulle pagine di Panorama della Sanità del mese di agosto facendo riferimento all’impiego di un numero elevato di infermieri previsto dal Decreto Rilancio.

“L’elevato numero di infermieri che, secondo le promesse del decreto rilancio, dovrebbero essere assunti entro breve tempo che cosa faranno? Le risposte sono sempre vaghe… andranno a rinforzare la medicina del territorio… non vi potrebbe essere affermazione più generica. Affiancheranno i medici di famiglia nelle poche case per la salute, aiuteranno l’organizzazione dei distretti, entreranno nelle residenze per anziani, si occuperanno nel territorio di vecchi, di bambini, delle vaccinazioni? Purtroppo, ancora una volta – sottolinea Trabucchi – si rischia di sprecare una bella occasione e i relativi soldi. Il numero di cui si parla (attorno alle diecimila persone) è importante, se i futuri assunti saranno focalizzati su precisi obiettivi; se, invece, saranno spalmati su funzioni burocratiche in modo indistinto non porteranno alcun vantaggio al servizio sanitario e quindi ai cittadini. Gli infermieri che verranno assunti saranno probabilmente neolaureati e quindi carichi di progetti e di entusiasmo; la prima cosa da fare – sottolinea Trabucchi – sarebbe il loro coinvolgimento nell’ipotetico progetto professionale, per ottenerne consigli e soprattutto una forte partecipazione tecnica ed emotiva. Ne saremo capaci?”.

Leggi l’articolo integrale di Marco Trabucchi su PANORAMA DELLA SANTIÀ n.8 agosto 2020

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