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Libera circolazione e Covid-19, Commissione Europea: Regole comuni per gli Stati

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La proposta si pone l’obiettivo di garantire che tutte le misure adottate dagli Stati membri che limitano la libera circolazione a causa della pandemia di coronavirus siano coordinate e chiaramente comunicate a livello dell’Ue. Speranza, “Bene Von der Leyen e Kyriakides su misure comuni”.

Criteri e soglie comuni per l’introduzione delle restrizioni di viaggio da parte degli Stati membri; mappatura dei criteri comuni utilizzando un codice cromatico concordato; un quadro di riferimento comune per le misure applicate ai viaggiatori provenienti da zone ad alto rischio; informazioni al pubblico chiare e tempestive sulle restrizioni. Sono questi i quattro punti chiave, della proposta adottata dalla Commissione europea, su cui gli Stati membri dovrebbero collaborare più strettamente in tema di libera circolazione e pandemia. Si tratta, come ha spiegato Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, di “un approccio ben coordinato, prevedibile e trasparente alle restrizioni di viaggio eventualmente necessarie, prestando sempre la massima attenzione alla tutela della salute pubblica. Dobbiamo evitare di perturbare ulteriormente economie già fragili e di generare ulteriore incertezza per i cittadini che hanno già sostenuto enormi sacrifici”. Ylva Johansson, Commissaria per gli Affari interni, ha dichiarato: “Da marzo la Commissione ha elaborato e prodotto una base robusta di raccomandazioni in materia di controlli alle frontiere interne ed esterne destinate agli Stati membri. Le misure odierne si fondano su quest’operato, al fine di trarre pienamente vantaggio dal nostro spazio Schengen. Per questo motivo vogliamo un sistema chiaro “verde-arancione-rosso” e non un caleidoscopio di misure individuali.”

Criteri comuni

Attualmente, spiega la Commissione europea, esiste un ampio divario fra i criteri nazionali per l’introduzione di misure restrittive della libera circolazione nell’Unione europea. La Commissione propone che ogni Stato membro tenga conto dei seguenti criteri nell’adozione di qualsiasi misura restrittiva:

-il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati ogni 100 000 abitanti in una data zona in un periodo di 14 giorni;
-la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 effettuati in una data zona in un periodo di 7 giorni;
-il numero totale di test COVID-19 effettuati ogni 100 000 abitanti in una data zona in un periodo di 7 giorni.

Gli Stati membri dovrebbero comunicare tali dati con cadenza settimanale al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Dovrebbero inoltre comunicare questi dati a livello regionale, per garantire che le misure possano essere destinate in modo mirato alle regioni ove sono strettamente necessarie. Se lo Stato membro di partenza ha un tasso di test settimanale superiore a 250 ogni 100 000 abitanti, la Commissione propone che gli Stati membri non limitino la libera circolazione delle persone provenienti da un altro Stato membro in cui:

-il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati in una data zona è uguale o inferiore a 50 ogni 100 000 abitanti in un periodo di 14 giorni, O
-la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 effettuati in una data zona è inferiore al 3 %.

Un codice cromatico comune

In base ai dati comunicati dagli Stati membri, la Commissione propone che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie pubblichi una mappa dei paesi dell’UE e del SEE, aggiornata settimanalmente, con un codice cromatico comune, a sostegno degli Stati membri e dei viaggiatori. La Commissione propone i seguenti codici:

verde per le zone in cui il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è inferiore a 25 in un periodo di 14 giorni E la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 è inferiore al 3 %;
arancione per le zone in cui il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è inferiore a 50 in un periodo di 14 giorni MA la percentuale dei test positivi su tutti i test COVID-19 è uguale o superiore al 3 %, OPPURE il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è compreso fra 25 e 150 MA la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 effettuati è inferiore al 3 %;
rosso per le zone in cui il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è superiore a 50 in un periodo di 14 giorni E la percentuale dei test positivi su tutti i test COVID-19 è uguale o superiore al 3 %, OPPURE il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è superiore a 150 ogni 100 000 abitanti in un periodo di 14 giorni;
grigio se le informazioni disponibili non sono sufficienti a valutare i criteri proposti dalla Commissione OPPURE se il numero di test COVID-19 effettuati ogni 100 000 persone è inferiore a 250.

Un approccio comune per i viaggiatori provenienti da zone ad alto rischio

La Commissione propone un approccio comune tra gli Stati membri per quanto riguarda i viaggiatori provenienti da zone ad alto rischio. “Gli Stati membri – evidenzia la Commissione – non dovrebbero rifiutare l’ingresso ai viaggiatori provenienti da altri Stati membri. Gli Stati membri che introducono restrizioni alla libera circolazione sulla base dei propri processi decisionali potrebbero richiedere: per i viaggiatori provenienti da una zona classificata come “rossa” o “grigia”, la quarantena OPPURE un test COVID-19 all’arrivo, privilegiando quest’ultimo.
In casi giustificati gli Stati membri potrebbero eventualmente raccomandare che i viaggiatori provenienti da una zona classificata come “arancione” si sottopongano almeno a un test COVID-19 prima della partenza o all’arrivo. Gli Stati membri potrebbero esigere che i viaggiatori provenienti da una zona classificata come “rossa”, “arancione” o “grigia”, specialmente se arrivano in aereo, presentino i moduli per la localizzazione dei passeggeri, nel rispetto dei requisiti in materia di protezione dei dati. Non dovrebbero essere sottoposti a quarantena i viaggiatori aventi una funzione o una necessità essenziale, come i lavoratori che esercitano professioni critiche, lavoratori frontalieri e distaccati, studenti o giornalisti nell’esecuzione dei loro compiti”.

Informazioni al pubblico chiare e tempestive

Infine la Commissione propone che ogni Stato membro comunichi con cadenza settimanale alla Commissione stessa e agli altri Stati membri informazioni dettagliate sulle prossime restrizioni alla libera circolazione o la revoca delle restrizioni di viaggio. Le modifiche dovrebbero essere notificate con una settimana di anticipo rispetto all’entrata in vigore. Tale informazioni dovrebbero altresì essere pubblicate sulla piattaforma web “Re-open EU”, con un link alla mappa pubblicata settimanalmente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. I cittadini e le imprese hanno bisogno di prevedibilità. Gli Stati membri devono compiere ogni sforzo per ridurre al minimo l’impatto sociale ed economico delle restrizioni di viaggio, anche comunicando le informazioni al pubblico in modo chiaro, esaustivo e tempestivo.

“I Test rapidi agli aeroporti, fatti in spirito di reciprocità, possono evitare misure più drastiche quali chiusure generalizzate delle frontiere. È questo il terreno verso cui muoversi nella fase di convivenza col virus. Ora è importante che alle parole seguano i fatti”. Ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine della riunione del consiglio informale dei ministri dell’Unione europea il 4 settembre scorso apprezzando la proposta della Commissione.

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