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Intelligenza Artificiale: Opportunità e rischi secondo il Cnb

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Il parere congiunto del Cnb e del Cnbbsv “Intelligenza artificiale e medicina: aspetti etici”. Indispensabile “ripensare la formazione dei professionisti della salute in modo dinamico, con una revisione flessibile dei programmi di studio da parte di commissioni interdisciplinari, per combinare in modo trasversale ed interdisciplinare le diverse competenze di IA.

Opportunità e i rischi dell’Intelligenza Artificiale, le sue principali applicazioni in medicina, anche nell’ambito della pandemia Covid-19 sono descritti nel parere, pubblicato a giugno, dal Comitato Nazionale di Bioetica insieme al Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita. Il documento  “Intelligenza artificiale e medicina: aspetti etici”, a partire da una definizione di IA, ne analizza le origini e gli sviluppi più recenti, con specifico riferimento alla enorme disponibilità di dati e alla potenza di calcolo. Il Cnb richiama alcuni elementi di riflessione critica per una comprensione e valutazione della IA. Nell’ambito della relazione paziente-medico, il Comitato sottolinea, da un lato, le opportunità che possono consentire agli operatori sanitari di ridurre il tempo per attività burocratiche, di routine o pericolose, permettendo loro di avere più disponibilità nella relazione di cura per il paziente, dall’altro lato, descrive i rischi che una “assistenza cognitiva automatizzata” possa ridurre le abilità del medico e dell’operatore sanitario. Il documento sottolinea la rilevanza di strumenti che garantiscano l’affidabilità della IA, mediante validazione, e riducano, nei limiti del possibile, la opacità, gli errori e le possibili discriminazioni dovute a cause tecnologiche e/o umane.  Secondo il Cnb “dato l’enorme uso di dati, è indispensabile inoltre una adeguata tutela della privacy, anche considerando la possibilità della condivisione dei dati come ‘bene sociale’. Il consenso informato, seppur con alcune difficoltà, date da una informativa del medico e da una comprensione del paziente non sempre semplici e abituali, rimane – sottolinea il Cnb – un elemento essenziale della relazione paziente-medico. Particolare attenzione è pertanto dedicata anche ad una nuova formazione in ambito medico, tecnologico e sociale”. In tal senso, il Comitato ritiene indispensabile “ripensare la formazione dei professionisti della salute in modo dinamico, con una revisione flessibile dei programmi di studio da parte di commissioni interdisciplinari, per combinare in modo trasversale ed interdisciplinare le diverse competenze di IA e, al tempo stesso, introdurre la rilevanza dell’etica nei corsi di formazione degli ingegneri, informatici, sviluppatori, con particolare riferimento all’etica nella progettazione e applicazione delle tecnologie. Obiettivo importante dovrebbe essere anche la promozione di una coscienza pubblica della società su opportunità e rischi delle nuove tecnologie, oltre che un aggiornamento normativo sui profili concernenti la responsabilità nell’applicazione delle nuove tecnologie e la promozione della ricerca su IA in ambito sia privato, sia pubblico”. Infine secondo il Cnb “l’identificazione della responsabilità, sul piano giuridico, esige una verifica delle categorie esistenti, dato il pluralismo delle competenze tra il progettista, il venditore del software, il proprietario, l’utilizzatore (il medico) o terze parti”.

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