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Vaccini antinfluenzali, Farmacieunite: devono essere disponibili in farmacia in quantità adeguate alle richieste dei cittadini

Franco Gariboldi Muschietti

«È incoerente sensibilizzare i cittadini verso una buona pratica e poi non consentire di seguirla» afferma il presidente Gariboldi Muschietti.

“In quattro giorni si è passati dal proficuo incontro al Ministero (8 settembre), alla deludente decisione della Conferenza Stato Regioni di attribuire alle farmacie l’1,5% di dosi di vaccino antinfluenzale (14 settembre). Si è passati dal parlare di 1,5 milioni di dosi richieste dal canale farmacia a destinarne poco più di 250.000. Per quote più alte il tutto è lasciato al buon cuore delle Regioni”. È quanto afferma Farmacieunite che facendo due conti evidenzia come, mediamente, ogni farmacia dovrebbe ricevere circa 13 dosi di vaccini “contro le diverse centinaia dello scorso anno”. «Per settimane, a diversi livelli, nell’ottica di prevenzione, si è consigliata la vaccinazione antinfluenzale a diverse tipologie di cittadini ma, a conti fatti, ci troviamo difronte all’impossibilità di soddisfare anche le richieste di chi si fa vaccinare abitualmente. È incoerente sensibilizzare i cittadini verso una buona pratica e poi non consentire di seguirla» questo il commento a caldo del presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti. “Questa situazione paradossale – secondo Farmacieunite – non mette solo a rischio la salute dei cittadini e l’operatività del sistema sanitario ma anche tutto il sistema produttivo, che ne pagherà le conseguenze con migliaia di ore lavoro perse per malattia dei dipendenti”. «Molte farmacie ci segnalano la richiesta quotidiana di prenotazione dei vaccini, così come consigliato da pediatri e medici di medicina generale. È evidente che ci troviamo in difficoltà nel dare una risposta che possa essere compresa dai cittadini. Forse viene sottovalutato che la capillarità delle farmacie italiane, in cui sono accolte circa 4milioni di persone ogni giorno, è una risorsa ineguagliabile per concretizzare una efficace campagna informativa e di distribuzione del vaccino antinfluenzale per cui non si capisce perché questa potenzialità debba rimanere inespressa, soprattutto se si considera che, causa Covid, gli accessi dei pazienti negli studi medici sono ancora limitati». Farmacieunite ha già chiesto, e provvederà già oggi a sollecitare, un incontro con gli Assessori alla salute delle Regioni per “organizzare una attività capillare sul territorio di informazione e distribuzione del vaccino antinfluenzale 2020-2021, visto che la competenza sul tema dei vaccini coinvolge direttamente le Regioni, ma con questi numeri l’attività sul territorio della farmacia rischia di rimanere vana. Ciò detto, non rimane che continuare a lavorare con le Istituzioni per aumentare la quota di vaccini da destinare alle farmacie”.

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