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Commissione europea: 8 miliardi di euro nella prossima generazione di supercomputer

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Proposto un nuovo regolamento che consentirà all’Europa di mantenere un ruolo guida nella corsa tecnologica verso la prossima frontiera del supercalcolo,

Un nuovo regolamento relativo all’impresa comune EuroHPC volto a mantenere e promuovere il ruolo guida dell’Europa nei settori del supercalcolo e del calcolo quantistico è stato proposto nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Sosterrà attività di ricerca e innovazione per le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di supercalcolo, nonché per i nuovi prodotti dello stesso, promuovendo inoltre le competenze necessarie per utilizzare l’infrastruttura e gettando le basi per un ecosistema di livello mondiale in Europa. “La proposta – afferma la Commissione – renderebbe possibile un investimento di 8 miliardi di euro nella prossima generazione di supercomputer, una dotazione di bilancio notevolmente più ampia rispetto a quella attuale. Basandosi sul successo dell’Europa nel settore del calcolo ad alte prestazioni di prossima generazione, il supercalcolo avrà un ruolo chiave nel percorso dell’Europa verso la ripresa: è stato riconosciuto come una delle priorità di investimento strategiche e si porrà a fondamento di tutta la strategia digitale, dall’analisi dei big data all’intelligenza artificiale, alle tecnologie cloud e alla cibersicurezza”. «Il calcolo ad alte prestazioni – ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale – è una capacità digitale essenziale per l’Europa. Come abbiamo constatato nella lotta contro la pandemia di coronavirus, i supercomputer forniscono già un aiuto per la ricerca di terapie, per il rilevamento e la previsione della diffusione dell’infezione o a sostegno del processo decisionale relativo alle misure di contenimento. I dati, in abbinamento all’intelligenza artificiale e ai supercomputer, sono una risorsa fondamentale anche per individuare i modelli di ecosistemi, aiutandoci a mitigare e contrastare i cambiamenti climatici e a cercare soluzioni per evitare le catastrofi. La nostra proposta promuoverà maggiori investimenti nell’infrastruttura di supercalcolo, dato il suo enorme potenziale in termini di miglioramento della qualità della vita, rafforzamento della competitività industriale e avanzamento della scienza». «Insieme ai dati e alla connettività, il supercalcolo è al centro  – ha aggiunto il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton – della nostra sovranità digitale e include sfide industriali, tecnologiche e scientifiche. Mantenersi al passo nella corsa tecnologica internazionale è una priorità e l’Europa ha sia il know-how che la volontà politica per svolgere un ruolo guida. Il nostro obiettivo consiste nel raggiungere rapidamente il prossimo standard di calcolo con i computer a esascala, ma anche e soprattutto nell’integrare già da ora gli acceleratori quantistici per sviluppare macchine ibride e consentire all’Europa un posizionamento precoce su questa tecnologia rivoluzionaria». Il regolamento andrà ad aggiornare il precedente regolamento del Consiglio, che ha istituito l’impresa comune EuroHPC nell’ottobre 2018, e consentirà – precisa la Commissione –  all’Europa di mantenere un ruolo guida nella corsa tecnologica verso la prossima frontiera del supercalcolo, in particolare mediante: i supercomputer a esascala, in grado di eseguire più di un miliardo di miliardi (1018) di operazioni al secondo; i computer quantistici e ibridi, che combinano elementi del calcolo quantistico e classico, in grado di eseguire operazioni che nessun supercomputer è attualmente in grado di svolgere. L’impresa comune EuroHPC renderà le risorse europee esistenti di supercalcolo e calcolo quantistico accessibili agli utenti di tutta Europa, compresi gli utenti industriali e del settore pubblico, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), indipendentemente dal luogo in cui si trovano.

Supercalcolo in azione

“Questa infrastruttura di supercalcolo – afferma la Commissione europea – è potenzialmente utilizzabile in oltre 800 applicazioni europee scientifiche, industriali e del settore pubblico. Nel settore sanitario, anche sul piano della lotta contro la pandemia di coronavirus, i supercomputer forniscono già un aiuto per la ricerca di terapie, sono usati per la modellizzazione e la previsione della diffusione dell’infezione e a sostegno del processo decisionale relativo alle misure di contenimento. In giugno il consorzio Exscalate4CoV, finanziato dall’UE, ha annunciato che il Raloxifene, un farmaco generico già registrato e utilizzato per il trattamento dell’osteoporosi, potrebbe costituire un trattamento efficace per i pazienti COVID-19 con sintomi leggeri. Questo farmaco è ora pronto per la sperimentazione clinica e il progetto continua la sua ricerca su altre molecole promettenti. I supercomputer aiuteranno gli scienziati europei anche a comprendere meglio il metabolismo e il sistema immunitario umano e porteranno a progressi sostanziali in settori quali la genomica, la progettazione e la sperimentazione di nuovi farmaci, contribuendo alla lotta contro le principali malattie, tra cui il cancro e le infezioni virali. L’infrastruttura di supercalcolo contribuirà inoltre alla realizzazione dell’iniziativa dell’UE “Destination Earth”, che apporterà miglioramenti significativi in ambiti quali le previsioni meteorologiche, la pianificazione urbana e rurale, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche e la modellizzazione oceanografica, marina e in ambiente glaciale. Tutto ciò sosterrà la transizione verde, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, e aiuterà ad affrontare e gestire catastrofi o gravi situazioni di degrado di tipo ambientale”.

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