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Test veloci per la rilevazione di Covid-19, Il ministro Speranza: dobbiamo avere fiducia nella scienza

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«Stiamo continuando a sperimentare tutto ciò che si muove sul piano della ricerca scientifica».

«A livello globale, tutte le istituzioni internazionali riconoscono come gold standard, quindi come modello fondamentale essenziale, il tampone molecolare classico. Noi abbiamo, settimana dopo settimana, rafforzato le capacità italiane di testare attraverso questi tamponi e siamo arrivati, ormai da qualche settimana, alla potenzialità di oltre 100 mila tamponi al giorno, che è un numero significativo. Prevediamo ancora di aumentare questo numero nelle prossime settimane. Nel frattempo, evidentemente, le scoperte, l’evoluzione e la scienza – che, così come sui vaccini e sulle cure, si sta impegnando anche sulla capacità di testare – ci stanno offrendo nuovi strumenti. Alcuni di questi strumenti sono già utilizzati». Così Roberto Speranza ieri alla Camera rispondendo all’interrogazione della deputata Giuditta Pini (PD) su Elementi e iniziative in ordine ai test veloci per la rilevazione del virus COVID-19, con particolare riferimento al relativo utilizzo in ambito scolastico. «Con l’ordinanza del 13 agosto, per primi in Europa – ha ricordato Speranza – abbiamo dato il via libera all’utilizzo di test antigenici, che presso gli aeroporti vengono utilizzati per quei cittadini che provengono da alcune aree che noi abbiamo considerato a rischio. Dopo circa un mese di utilizzo di questi test, i risultati sono incoraggianti e la valutazione del Ministero della Salute è che si possano iniziare ad utilizzare anche fuori dall’aeroporto. Evidentemente, il tema che lei poneva, relativo a una grande questione nazionale, come quella della riapertura delle scuole avvenuta il 14 settembre, va esattamente in questa direzione. Quindi, avere più test antigenici e più test molecolari a disposizione ci mette chiaramente nelle condizioni di poter affrontare meglio anche questa partita. Evidentemente, non ci accontentiamo neanche di ciò che è stato fatto finora e stiamo continuando a sperimentare tutto ciò che si muove sul piano della ricerca scientifica. Tra le cose che si muovono, ci sono anche i test salivari. Rispetto a questi test salivari, riviste scientifiche importanti segnalano che c’è la potenzialità di riscontrare il virus semplicemente attraverso l’analisi della saliva, quindi in maniera anche meno invasiva, cosa che renderebbe chiaramente questo strumento più idoneo, in modo particolare per i più piccoli. Ma abbiamo bisogno, evidentemente, che il processo di validazione da parte delle autorità competenti possa completarsi. Il nostro auspicio – ha concluso il Ministro – è che questo possa avvenire in un tempo breve, ma l’esigenza chiaramente di correre e di avere nel più breve tempo possibile a disposizione questi strumenti va anche tenuta insieme all’esigenza che questi strumenti passino in maniera molto seria e rigorosa tutte le verifiche degli organismi, che naturalmente hanno questa formale competenza. In conclusione, io penso che dobbiamo avere fiducia nella scienza e continuare a lavorare su questo, che effettivamente è un virus nuovo, ma che settimana dopo settimana è sempre più noto al mondo scientifico, che ci metterà a disposizione maggiori strumenti, per poterlo contenere e per poterlo alla fine, io credo, vincere».

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