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Il Premier Conte: La salute è un bene comune, inalienabile, e come tale deve essere garantito

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L’intervento del Presidente Conte alla 75ma Assemblea Generale Onu.

«L’insegnamento che la nostra comunità nazionale ha tratto da questa difficile esperienza è, nella sua complessità, molto semplice: la salute è un bene comune, inalienabile, e come tale deve essere garantito ad ogni donna, ad ogni uomo del Pianeta». È quanto ha affermato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento in video conferenza al Dibattito generale della 75ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, lo scorso 25 settembre. «Oggi sono orgoglioso – ha aggiunto Conte pronunciando il suo discorso – non solo che l’Italia, con i suoi scienziati, ricercatori e le sue aziende, sia protagonista in alcuni dei progetti più avanzati per la ricerca del vaccino. Mi rende orgoglioso in particolare poter dire anche che il nostro contributo e la nostra ricerca saranno patrimonio collettivo: il vaccino verrà messo a disposizione di tutti i popoli. Non possiamo permetterci di guardare al futuro del Pianeta e dei nostri figli con egoismo, ignorando il fatto che la tutela della salute rischia, in diverse, troppe parti del mondo, di essere un lusso. La speranza di vincere presto la pandemia, inoltre, non deve coincidere con l’augurio di tornare al più presto alla semplice “normalità”. Dobbiamo desiderare di più, immaginare e reinventare un mondo diverso: perché la realtà di prima non era la migliore possibile, era perfezionabile. La scommessa per ognuno di noi è dunque quella di essere migliori: è la lezione di vita che la pandemia ha scritto sulle nostre agende. Ignorarla, voltando pagina, sarebbe un errore imperdonabile. L’Unione Europea ha capito la portata della sfida: ripensare il nostro mondo, renderlo più sostenibile, più verde, più digitale, più inclusivo. “Next Generation EU” rappresenta, insieme alle misure della Banca Centrale Europea, un’opportunità storica per porre l’Europa come punto di riferimento imprescindibile del partenariato globale verso nuove prospettive. L’annuncio fatto la scorsa settimana dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, di un “Global Health Summit” nel 2021 in Italia, proprio durante l’anno della Presidenza italiana del G20, è la testimonianza di questa volontà fattiva. Sarà un momento – ha proseguito il premier –  di coordinamento e al tempo stesso la dimostrazione tangibile di una rinnovata coesione multilaterale, improntata al perseguimento del benessere collettivo. Un passaggio decisivo di quel protagonismo della comunità internazionale che auspichiamo con grande speranza. È con questo spirito che l’Italia si fa oggi promotrice di una “etica della vulnerabilità” che spinga tutti i membri della Comunità internazionale ad assumere la propria responsabilità collettiva su “beni pubblici globali” quali i diritti umani fondamentali, la sanità, l’educazione, la sostenibilità, la resilienza sociale ed istituzionale. Signor Presidente, siamo ben consci della responsabilità che, con la Presidenza del G20, ricadrà sul nostro Paese nel guidare gli sforzi globali. Soprattutto, non ignoriamo la particolare fase storica che vive la comunità mondiale, al cui interno si inscriveranno i lavori di questo importante consesso. Crediamo fermamente che il prossimo G20 in Italia possa assumere la valenza di momento di rinascita collettiva, divenendo l’occasione per cementificare quel senso di comunità che ogni nazione ha avuto in gestazione durante il periodo buio della pandemia. Possiamo recuperare la sinergia e la fratellanza necessarie per trasformare la tragicità di quanto accaduto in un’opportunità di riscatto, di rilancio. E immaginare, insieme, un Nuovo Umanesimo che rimetta al centro il valore dell’Uomo. Il nostro Paese sta definendo un’agenda di lavoro incentrata su: Persone, Pianeta, Prosperità. Le chiamiamo le tre P . Vogliamo cogliere le opportunità di cambiamento cercando innanzitutto di combattere le ingiustizie e le disuguaglianze, perché una società più equa e inclusiva non è solo più giusta, ma anche più prospera e, a livello globale, più democratica».

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