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Ricciardi (Ics Maugeri): Contro il Coronavirus urge una trasformazione digitale del Ssn

telemedicina

«Attualmente quella che chiamiamo telemedicina e che dovremmo chiamare teleassistenza non solo non è nei Livelli essenziali di assistenziali (Lea), ma non ha neppure inquadramento medico-legale» evidenzia il nuovo direttore scientifico di ICS Maugeri.

«Nel Heart Day, che registra in tutto il mondo una attività di sensibilizzazione sulle malattie cardiovascolari, abbiamo scelto di occuparci delle correlazioni fra Cuore e Covid perché in Maugeri c’è una lunga storia di ricerca, prevenzione e cura». Così Walter Ricciardi, nuovo direttore scientifico di ICS Maugeri, nel suo intervento ieri al webinar organizzato per illustrare una serie di studi scientifici e parlare di “Cuore tra cura e riabilitazione in tempo di Covid-19”. All’incontro hanno fornito il loro contributo Maria Teresa La Rovere, responsabile del Dipartimento di Cardiologia riabilitativa, e Mario Melazzini, amministratore delegato ICS Magueri.  Ricciardi ha osservato che la pandemia ha reso non più procastinabile la trasformazione digitale a cui è chiamato tutto il nostro sistema sanitario, incluse la riabilitazione e la teleassistenza. «Siamo in ritardo- ha detto,-perché immaturi dal punto di vista digitale: non c’è consapevolezza, a livello di norme, di tariffe, di regolazione. È di fatto impossibile erogare servizi, perché non si sa saranno remunerati. Attualmente quella che chiamiamo ‘telemedicina e che dovremmo chiamare ‘teleassistenza” non solo non è nei Livelli essenziali di assistenziali-LEA, ma non ha neppure inquadramento medico-legale”. Per Ricciardi, “la gestione dei dati, la loro armonizzazione è fondamentale: l’Italia è un enorme giacimento petrolifero di dati, che raccogliamo da decenni ma che osserviamo solo per il loro carattere economico-finanziario, tant’è vero che sono nella disponibilità del MEF». Infine, secondo il direttore scientifico di Maugeri, «dobbiamo accelerare sulla trasformazione digitale come in Germania, dove hanno istituito un ministero ad hoc e dove il ministro della Salute ha predisposto una legge per erogare prestazioni sanitarie con strumenti digitali. E la Francia», ha concluso Ricciardi, «è già su questa strada». «Condivido quanto dice Ricciardi- ha aggiunto Melazzini – siamo in ritardo come sistema Paese ma, come Maugeri, oltre a vantare una importante tradizione di Telemedicina, ci siamo attivati, in Lombardia e Piemonte, con le ‘televisite’. Occorre però, a tutti livelli, anche un cambiamento culturale che permetta di arrivare a comprendere, che la tecnologia è a supporto e integrazione non a sostituzione dell’attività assistenziale». Ricordando «il contributo di ICS Maugeri alla lotta contro il Covid, con l’assistenza di più di 2.000 pazienti negli Istituti lombardi e del Piemonte», proprio Melazzini ha sottolineato «come i cardiologi Maugeri abbiano assistito e sistematizzato i dati relativi identificando percorsi diagnostico-assistenziali per pazienti Covid con esiti a carico dell’apparato cardio-vascolare e per la loro necessaria riabilitazione». Melazzini ha anche «ringraziato medici e operatori della Cardiologia che, così come tutti gli altri, si sono impegnati nella lotta alla pandemia, trasformando i loro reparti in aree Covid. Abbiamo creato condizioni di sicurezza e i pazienti possono tornare con fiducia negli ospedali per ricevere le cure di cui necessitano». Walter Ricciardi rispetto alla fase che stiamo vivendo rispetto alla pandemia, sia in Italia sia all’Estero che «a differenza della Cina che ha azzerato il contagio, noi in Italia abbiamo solo ‘appiattito’ gli effetti della pandemia, e oggi osserviamo aumenti del 20-30% di polmoniti interstiziali, soprattutto in regione come Lazio e Campania. Per questo è importante non abbandonare quelle misure che i cittadini hanno rispettato compiendo grandi sacrifici e con serietà rispetto ad altri Paesi, come l’uso delle mascherine e il distanziamento sociale. Non vogliamo tornare indietro, al lockdown: abbiamo riaperto i luoghi d lavoro, di cultura, la scuola e non possiamo mettere a rischio tutto ciò, abbassando la guardia».

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