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8 persone su 10 a rischio glaucoma, ma non si sottopongono a visite

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In corso il XI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (Aimo).

Otto persone su dieci, seppure a rischio di glaucoma, non si sottopongono a visite oculistiche regolari con il rischio di perdere il campo visivo senza accorgersene. Il glaucoma, malattia oculare dovuta generalmente a una pressione dell’occhio troppo elevata, nelle sue fasi iniziali passa infatti spesso inosservato e quando iniziano a comparire i primi segnali l’integrità dell’occhio è già compromessa. In Italia ne sono affette oltre un milione di persone, ma una su due ancora non sa di esserlo. La patologia, seconda causa di cecità al mondo dopo la cataratta (ma prima a carattere irreversibile), ha una prevalenza di circa il 2,5% nella popolazione sopra i 40 anni di età. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo il numero delle persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni colpite da glaucoma è attualmente di 64,3 milioni. Cifra, questa, destinata ad aumentare (sempre secondo le stime) a 112 milioni nel 2040. I dati sono emersi nel corso dell’XI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO), che si è aperto oggi a Roma. L’evento, che quest’anno ha come slogan ‘Una buona vista supera le distanze’, è il primo in Italia nel campo dell’oftalmologia realizzato con formula ‘ibrida’, con relatori in presenza e partecipanti a distanza, ed è in programma fino a domani presso l’Hotel NH Collection Roma Vittorio Veneto (in Corso d’Italia 1). “Nel corso degli anni, soprattutto su una popolazione anziana come quella italiana, intervengono tantissime patologie. Una di queste, la più insidiosa e subdola, è il glaucoma- ha spiegato il presidente di AIMO, Luca Menabuoni- malattia polifattoriale che danneggia il nervo ottico e che ha un’incidenza molto importante soprattutto in chi non si sottopone a visite oculistiche complete (cioè con controllo del fondo oculare, anche attraverso OCT del nervo ottico, della pressione oculare e del campo visivo). Solo l’oculista quando si rende conto del danno papillare può intervenire tempestivamente. Se questo non accade, si va inevitabilmente incontro ad una ‘subdola’ perdita funzionale dell’occhio, tanto che il glaucoma, patologia tipica dell’over 45, è definito ‘il ladro silenzioso della vista’. Per questo è fondamentale sottoporsi a controlli periodici, nonostante oggi 8 persone su 10 a rischio glaucoma non lo facciano”. Il glaucoma, ha quindi spiegato Menabuoni, ha un’incidenza “molto importante soprattutto in chi non si sottopone a visita oculistica. Faccio un esempio: lo stadio del Maracanã di Rio de Janeiro, che ospitava fino a 100mila tifosi, avrebbe potuto essere frequentato da ben 2mila che non sapevano di essere affette da glaucoma”. E proprio al glaucoma, nel corso della giornata inaugurale del Congresso, è stato dedicato ampio spazio nel corso di una sessione dal titolo ‘Glaucoma, che aria tira? Quasi un talk show’, il cui responsabile scientifico è stato Lorenzo Galli, vicepresidente di AIMO, e il coordinatore Stefano Baiocchi, della UOC Oculistica e Oftalmologia delle Scotte di Siena. Al tavolo degli esperti erano invece presenti Paolo Bettin, responsabile del servizio Glaucomi dell’ospedale San Raffaele di Milano; Gianluca Manni, del Policlinico Tor Vergata di Roma, e Giorgio Marchini, dell’Università di Verona. “Abbiamo pensato di organizzare un dibattito sul glaucoma perché purtroppo si tratta di una malattia in costante crescita nella popolazione- ha spiegato il vicepresidente di AIMO Galli- Era importante fare il punto della situazione, vista la situazione attuale del Covid, ma abbiamo voluto farlo in una formula che fosse diversa, meno vecchio stile e più interattiva, basata sugli interventi degli esperti in sala e del pubblico collegato da un computer a casa. Si è trattato di un dialogo veramente a molte voci”. Ma quali sono le principali novità sul glaucoma? “Purtroppo non ci sono grandi novità su questo tema- ha fatto sapere Galli- ma il punto nodale è un altro: questo è stato un anno molto particolare a causa dell’emergenza Covid-19, che ha fermato tutto, ma il glaucoma nella popolazione non si è fermato, anzi continua ad andare avanti e non possiamo perderlo d’occhio. In questo senso il Covid deve essere uno spunto in più per cercare di capire come seguire al meglio le persone che sono affette da questa patologia ma anche quelle che ancora non sanno di esserlo. Dal punto di vista della diagnostica siamo stati fermi un paio di mesi, perché ovviamente gli oculisti trattavano solo le emergenze, mentre dal punto di vista chirurgico la ‘macchina’ si è riavviata con estrema lentezza. Siamo veramente indietro. La situazione continua ad essere critica, dobbiamo recuperare il tempo perduto, ma come oculisti ci sentiamo di tranquillizzare la popolazione e vogliamo lanciare un messaggio: grazie alle ‘buone pratiche’ che abbiamo stilato e alle nuove misure di sicurezza che abbiamo adottato per il Covid, tra utilizzo di dispositivi di protezione individuale, igienizzazione degli strumenti e delle stanze- ha concluso- le visite possono essere svolte in massima sicurezza”.

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