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Conte al Senato: Consapevoli dei sacrifici che chiediamo ai cittadini

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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto al Senato per un’Informativa sulle ulteriori iniziative adottate dal Governo con il nuovo Dpcm relativo all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Oggi sarà alla Camera dei Deputati.

“Siamo consapevoli che ai cittadini, ancora una volta, si chiedono sacrifici, rinunce e limitazioni alla loro ordinaria condotta di vita, con particolare riguardo alle relazioni di comunità. Ancora una volta siamo costretti a compiere una sofferta operazione di bilanciamento tra diritti e libertà fondamentali, con l’obiettivo di individuare il punto di equilibrio che, nell’assicurare alla salute la tutela più intensa, comporti il minor sacrificio possibile degli altri diritti fondamentali pure coinvolti”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento ieri al Senato, sulle ultime iniziative adottate dal Governo con il nuovo Dpcm relativo all’emergenza epidemiologica da Covid-19. «La strategia per contrastare questa seconda ondata di contagio – ha detto il Premier – non può essere la stessa adottata in primavera, anche per le conoscenze acquisite in questi mesi, per le prassi virtuose che fanno parte della nostra esperienza quotidiana. L’Italia è oggi in una situazione diversa rispetto a quella del mese di marzo. All’inizio, lo ricordiamo, non disponevamo dei mezzi – mascherine, test diagnostici, terapie intensive sufficientemente capienti – per contrastare questo nemico invisibile e insidioso. Non eravamo a conoscenza – se non vagamente – delle procedure di base per affrontare questa sfida. Oggi siamo più pronti, grazie al lavoro e al sacrificio di tutti. L’elenco per soffermarmi in ringraziamenti personalizzati sarebbe molto lungo. Permettetemi qui solo di ringraziare, ancora una volta, tutti gli operatori sanitari che sono in prima fila in questa dura battaglia e permettetemi anche di ringraziare in particolare le donne e gli uomini della Protezione civile, in particolare il Capo dott. Borrelli e il Commissario dott. Arcuri, che sono costantemente impegnati, totalmente assorbiti dai loro compiti, ormai da tanti mesi. Abbiamo sin qui distribuito più di un miliardo tra mascherine, tute, guanti, camici, ventilatori, maschere dell’ossigeno. I nostri piani prevedono il raddoppio dei posti in terapia intensiva e sub-intensiva, il personale sanitario è stato aumentato di 34.000 unità, senza considerare l’accresciuta capacità di tracciamento, contenimento e di esecuzione dei test diagnostici. Attualmente produciamo 20 milioni di mascherine chirurgiche al giorno, e a breve arriveremo a produrne 30 milioni e a distribuirne 30 milioni. E già oggi siamo uno dei pochi – non voglio azzardare l’unico, per cautela, per somma cautela – Paesi al mondo in grado di distribuire gratuitamente e giornalmente una mascherina chirurgica per ogni studente. Distribuiamo giornalmente anche 7 milioni di mascherine chirurgiche agli ospedali, alle residenze per anziani, alle forze di polizia». «Tutto l’immane lavoro svolto – ha aggiunto – ci spinge, oggi, ad affrontare con una strategia diversa la pandemia, concentrando l’attenzione – a livello nazionale – esclusivamente su quelle misure volte a limitare le condotte e i comportamenti più direttamente riconducibili alla sfera delle relazioni sociali e ricreative, attualmente veicolo – ce lo segnalano le evidenze epidemiologiche – di maggiore diffusione del virus. A livello regionale, tuttavia, bisogna mantenersi pronti a intervenire, in base all’assetto definito dal decreto-legge n. 125 del 2020, per modulare in senso più restrittivo se necessario le misure, qualora – in base alla progressione del virus – si verifichino situazioni di particolare criticità in specifiche aree della regione. La Regione, infatti, per contrastare la maggiore diffusione del contagio, può introdurre misure ulteriori rispetto a quelle disposte a livello nazionale dai DPCM, in conformità ai criteri previsti dai provvedimenti del Governo e comunque d’intesa con il Ministro della Salute. Tanto più in questa fase, ritengo fondamentale – direi decisivo – il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo, secondo un metodo ispirato alla collegialità e alla necessaria condivisione delle scelte, le quali – seppur differenziate per adattarsi al mutevole ed erratico andamento del contagio – devono comunque preservare i caratteri di omogeneità e di coerenza, affinché non si smarrisca la ratio unitaria dell’intervento all’emergenza. Già in questi ultimi giorni, e ormai siamo alle cronache di queste ultime ore, vi sono alcune Regioni che hanno promosso la procedura per pervenire a misure più restrittive rispetto a quelle contenute nel DPCM. Al momento si è concluso l’iter per la Regione Lombardia, è in corso l’iter della Campania e ovviamente non possiamo escludere ulteriori aggiornamenti. L’efficacia della risposta resta in ogni caso affidata alla responsabilità individuale di ciascun cittadino e alla responsabilità collettiva dell’intera comunità nazionale: tanto più rigoroso sarà il rispetto delle prescrizioni da parte di ciascuno di noi, tanto più efficace sarà il contenimento del rischio di contagio e più possibile superare questa seconda ondata con il minor sacrificio per il Paese. Dobbiamo sforzarci tutti di ridurre le occasioni di contagio, di evitare spostamenti non necessari e attività superflue che potrebbero generare rischio».

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