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La Commissione europea invita l’Italia a proteggere la popolazione dall’inquinamento atmosferico da particolato 

PADOVA 01/10/2018 BERGAMASCHI/FOSSELLAINQUINAMENTO- SMOG- TRAFFICO MACCHINE - INQUINAMENTO- SMOG- TRAFFICO MACCHINE - fotografo: BERGAMASCHI/FOSSELLA

I dati disponibili per l’Italia dimostrano che sin dal 2015 il valore limite per il PM 2,5 non è stato rispettato in diverse città della valle del Po, tra cui Venezia, Padova e alcune zone nei pressi di Milano. La Commissione invia una lettera di costituzione in mora all’Italia, che disponga ora di 2 mesi per rimediare alle carenze individuate.

La Commissione europea invita l’Italia a conformarsi alle prescrizioni della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa per quanto riguarda il materiale particolato. Quando i valori limite stabiliti dalla direttiva vengono superati, gli Stati membri – spiega la Commissione – sono tenuti ad adottare piani relativi alla qualità dell’aria che comprendano misure appropriate affinché il periodo di superamento sia il più breve possibile. Il Green Deal europeo mira a guidare l’UE verso l’obiettivo “inquinamento zero” a beneficio della salute pubblica, dell’ambiente e della neutralità climatica. I dati disponibili per l’Italia dimostrano che sin dal 2015 il valore limite per il PM 2,5 non è stato rispettato in diverse città della valle del Po (tra cui Venezia, Padova e alcune zone nei pressi di Milano). Inoltre le misure previste dall’Italia non sono sufficienti a mantenere il periodo di superamento il più breve possibile. “Il PM10 e il PM2,5 – sottolinea la Commissione – sono particolarmente pericolosi per la salute umana. L’esposizione al materiale particolato può influire sulla funzione polmonare e causare o aggravare malattie cardiovascolari e respiratorie, infarti cardiaci e aritmie, pregiudicare il sistema nervoso centrale, il sistema riproduttivo e provocare il cancro. Ogni anno nell’Unione europea quasi 350 000 decessi prematuri sono attribuiti solo al PM2,5”. La Commissione ha deciso quindi di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia, che disponga ora di 2 mesi per rimediare alle carenze individuate. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

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