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Raccomandazioni per il controllo della pandemia da Sars/Covid19: Lettera di Assimefac al Governo italiano

mascherina covid

«Raccomandiamo, per queste ragioni,  la massima cautela nei provvedimenti di eventuale riduzione delle misure restrittive in essere e l’adozione di ulteriori e necessarie, ancorché impopolari,  misure di contenimento della patologia pandemica, con particolare riferimento alla promozione ulteriore dello smart working, alla didattica a distanza, ai trasporti pubblici ed al mantenimento del distanziamento sociale».

«Abbiamo scritto a Giuseppe Conte – Presidente del Consiglio dei Ministri, a Luciana Lamorgese – Ministro degli Interni, a Roberto Speranza – Ministro della Salute – per segnalare alcune raccomandazioni che la nostra associazione scientifica intende porre all’attenzione del Governo italiano  e dell’opinione pubblica italiana in merito al controllo della pandemia da SARS/Covid19» così Nunzia Pia Placentino, Presidente Nazionale Assimefac  (Associazione Società Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e Comunità) e Leonida Iannantuoni, Presidente  del Cts Assimefac rendono pubblica la lettera inviata al Governo. «Le nostre raccomandazioni partono, tenendo conto, della ricerca dell’Istituto Tumori di Milano,  per cui la circolazione del virus della SARS/Covid19 è dimostrata già dal mese di settembre 2019,  così come, non si può non considerare il fatto che la prima ondata della pandemia da SARS/Covid19, ha avuto il suo picco per diffusione e numero di decessi nei mesi di marzo ed aprile 2020, al termine della stagione invernale ed a conclusione, di fatto, della epidemia di influenza stagionale». «Consideriamo, inoltre, che l’andamento della seconda ondata della pandemia da SARS/Covid19, caratterizzato da un incremento dei nuovi positivi alla data del 26/11/2020 e per il solo mese di novembre 2020, di ben 862.209  unità, e con incremento dei deceduti per la stessa patologia che in pari data, e sempre per il solo mese di novembre,  è pari a 14.232 unità. A tutto questo c’è d’aggiungere l’ approssimarsi della stagione invernale e dell’epidemia influenzale stagionale 2020/2021». «Deve essere considerato, per questo che la sintomatologia della patologia influenzale è, praticamente,  indistinguibile dai sintomi prodromici dell’infezione da Covid19 e  che in coincidenza del picco della patologia influenzale stagionale, atteso per la fine di gennaio e/o metà di febbraio 2021,  si assiste, di per sé ad una sofferenza dei servizi di Pronto Soccorso e delle Unità, in particolare,  di Geriatria e di Medicina Interna, aggravando la già situazione critica della rete ospedaliera e di tutta la rete territoriale di assistenza e del SSN». «Consideriamo  positivamente l’adozione di misure restrittive della circolazione tra Regioni e dell’apertura delle attività commerciali non essenziali, perché hanno un ruolo positivo nel raffreddare l’andamento epidemico della SARS/Covid19 e, parimenti, della patologia influenzale». «Temiamo che l’adozione di misure restrittive meno stringenti, con la sovrapposizione delle criticità derivanti dall’epidemia influenzale stagionale, possano portare ad un precipitare della realtà sanitaria azionale con ulteriore incremento dei contagi e dei decessi da SARS/Covid19». «Raccomandiamo, per queste ragioni,  la massima cautela nei provvedimenti di eventuale riduzione delle misure restrittive in essere e l’adozione di ulteriori e necessarie, ancorché impopolari,  misure di contenimento della patologia pandemica, con particolare riferimento alla promozione ulteriore dello smart working, alla didattica a distanza, ai trasporti pubblici ed al mantenimento del distanziamento sociale» concludono Placentino e Iannantuoni.

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