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Saldamente in prima linea

UMBERTO NOCCO

Il neo presidente dell’Associazione degli Ingegneri Clinici, Umberto Nocco ci indica le nuove sfide e gli obiettivi futuri dell’Aiic. Per cominciare è necessario che gli ingegneri clinici siano presenti da subito nella Cts e nelle cabine di regia nazionali e regionali, “affinché il governo delle tecnologie sia assicurato sempre e ovunque al massimo grado di competenza e programmazione”.

Nuovo direttivo e nuovo presidente: l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici entra in una nuova fase, dopo la lunga presidenza di Lorenzo Leogrande, con il triennio in cui sarà Umberto Nocco, direttore della Struttura Complessa di Ingegneria Clinica presso l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi di Varese, a guidare gli ingegneri clinici italiani. Chiediamo a lui, a margine del XX Convegno Nazionale dell’Associazione, di introdurre il cammino che l’Aiic farà nel prossimo periodo. “Adesso ci aspetta – afferma Nocco – la sfida più impressionante: assicurare a tutti gli italiani che la nostra professione è saldamente in prima linea e non arretrerà di un passo nella lotta a questa pandemia attraverso tutti gli strumenti tecnologici che sono a disposizione delle nostre competenze. Desidero per questo riaffermare la necessità che gli ingegneri clinici siano presenti da subito nella Cts e nelle cabine di regia nazionali e regionali, affinché il governo delle tecnologie sia assicurato sempre e ovunque al massimo grado di competenza e programmazione”.

I messaggi più importanti che avete lanciato durante il Convegno?
Il primo messaggio è sicuramente, come ho già sottolineato, l’urgenza che la nostra professione sia parte integrante della Cabina di Regia delle tecnologie sanitarie. Questo è un imperativo oggi, ma lo sarà anche nel futuro, se non vorremo rischiare uno stacco netto tra chi decide e chi poi deve gestire la “discesa a terra” di decisioni non opportune e non competenti. A parte questo vorrei ricordare i tanti temi scottanti: la necessità di finanziamenti certi sulla sanità, il sostegno da offrire alle competenze, la certezza normativa e professionale sui collaudi e sulle manutenzioni, l’importanza di sostenere una produzione interna di tecnologie e dispositivi, l’applicabilità del Nuovo regolamento europeo sui Md, la necessità di sostenere i giovani ed i neolaureati ad entrare nel nostro ambito professionale, il dialogo continuo con le Istituzioni. E da ultimo vorrei ricordare il messaggio sull’ospedale elastico, che in questa situazione pandemica per noi è una vera priorità.

Leggi la versione integrale dell’intervista a Umberto Nocco su PANORAMA DELLA SANITÀ n.12 dicembre 2020

Chi è Umberto Nocco

Laureato nel 1999 presso il Politecnico di Milano ed inserito dal 2002 nell’organico dell’Asst dei Sette Laghi (già Azienda Ospedaliera e Fondazione Macchi Varese),
UMBERTO NOCCO ha svolto attività di docenza presso il Politecnico di Milano, la Luiss di Roma, l’Università Statale di Pavia, l’Università dell’Insubria di Varese. Ha collaborato come membro di commissioni sulle tecnologie sanitarie con il Ministero della Salute e la Regione Lombardia ed è autore di numerose pubblicazioni su riviste indicizzate italiane e internazionali.

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