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Covid-19, Asl Viterbo: 995 interventi dei team Uscovid nelle prime dieci settimane di attività

USCOVID VITERBO

“Assicurata la continuità assistenziale su tutto il territorio”. Tre team in azione a supporto del Sistema delle Cure Primarie per un intervento tempestivo sui focolai epidemici, rafforzando le misure di contrasto alla pandemia, prevedendo diagnosi tempestive e terapie e ricoveri appropriati.

Mentre la campagna vaccinale inizia a offrire speranze importanti di fronte ad una pandemia che continua a tenere il Paese sotto pressione, la Asl di Viterbo tira le prime somme sulle attività e sui risultati dell’unità speciale creata per seguire con tempestività e continuità i pazienti sul territorio. L’Unità Speciale Covid-Uscovid della Asl Viterbo è nata a fine ottobre per garantire un monitoraggio clinico dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2 che si trovano a domicilio e a rischio di evoluzione peggiorativa del quadro clinico, ad integrazione del sistema complessivo delle Cure Primarie. L’unità speciale, coordinata da Roberto Monarca, specialista in malattie infettive della Asl di Viterbo, è composta da due team operativi (ognuno di sei medici, assunti specificatamente per questa nuova linea di attività, di sei infermieri e di due Tecnici di prevenzione ambientale), con l’aggiunta di un terzo team dedicato alle donne positive al Covid -19 che hanno appena partorito e per i loro piccoli. Questo terzo team è formato da un pediatra, un infermiere pediatrico, un’ostetrica e da un medico Uscovid e potrà effettuare a domicilio tutti i controlli, le terapie e gli screening neonatali necessari che non possono essere eseguiti in ambulatorio presso l’ospedale di Belcolle per la condizione di positività. «Il preoccupante scenario epidemiologico ha richiesto già dallo scorso autunno la definizione di misure adeguato di contrasto alla diffusione del virus – spiega il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – a Viterbo abbiamo avviato tempestivamente l’attività del Team Uscovid con l’obiettivo di strutturare un monitoraggio clinico dei pazienti positivi a domicilio, soggetti che clinicamente non necessitano di ricovero ospedaliero, ma che restano a rischio di evoluzione peggiorativa del quadro clinico. Pur restando ovviamente nelle mani dei medici di medicina generale la responsabilità clinica del paziente a domicilio, il nostro progetto ha voluto – sulla scorta delle indicazioni della Regione Lazio – mettere in campo un nuovo modello organizzativo a supporto del Sistema delle Cure Primarie che potesse garantisce un intervento tempestivo sui focolai epidemici, rafforzando le misure di contrasto alla pandemia e favorendo la salute dei cittadini, prevedendo diagnosi tempestive e terapie e ricoveri appropriati».

I numeri  

Sulla base di queste considerazioni, l’Uscovid di Viterbo da ottobre a dicembre ha realizzato 995 interventi sul territorio. L’età media dei pazienti visitati a domicilio è di 62,2 anni, con una leggera prevalenza femminile (56%). Al 57% dei pazienti è stata prescritta dal medico Uscovid una terapia della fase acuta con almeno uno tra eparina, ossigeno e corticosteroidi, in accordo con i rispettivi Mmg e le Linee guida aziendali (al 13% dei pazienti sono state somministrate tutte le 3 terapie). Considerazione estremamente positiva: il 94.7% dei pazienti è rimasto a domicilio dopo la visita programmata con impostazione della terapia. Altro elemento di forza dell’azione Uscovid: oltre il 96% dei pazienti è stato visitato entro 24h dalla segnalazione del suo Mmg. Per il 2,3% (23 pazienti) è stato disposto il ricovero ospedaliero, mentre per 15 pazienti si è presentata necessità di attivazione del 118 e invio in P.S. I team Uscovid hanno inoltre effettuato 26 interventi presso conventi o strutture Rsa, con la visita di 234 i pazienti visitati direttamente all’interno delle strutture stesse.

I risultati sanitari

Fin qui le fredde cifre. Ma quali i risultati sanitari a tre mesi dall’avvio? Risponde il direttore sanitario della Asl viterbese, Antonella Proietti: «L’esperienza maturata in questi primi tre mesi di Uscovid ha prodotto dei risultati notevoli su più fronti, non solo da un punto di vista sanitario, ma anche per quanto riguarda una risposta efficace ai bisogni di natura socio assistenziale delle persone positive al Covid e costrette a uno stretto e rigoroso regime di isolamento domiciliare. La valutazione clinica, il monitoraggio a distanza, l’impostazione della terapia, la verifica della presenza nelle abitazioni dei requisiti minimi per il contenimento della diffusione del virus all’interno dei nuclei familiari, sono tutte azioni che si sono rivelate determinanti nel supporto ai medici di medicina generale. Tutto ciò ha consentito all’azienda di limitare l’attivazione di ricoveri per questa tipologia di pazienti, anche complessi, con tutti i benefici correlati in termini di carichi di lavoro per i nostri operatori sanitari e di disponibilità di posti letto o Covid».

I team Uscovid, punto di riferimento per i medici, i pediatri di famiglia e i cittadini

La Asl di Viterbo intende proseguire in questa esperienza? Che programmi ci sono per l’Unità Uscovid nei prossimi mesi? «In poche settimane – conclude il direttore generale, Daniela Donetti – i team Uscovid sono diventati un punto di riferimento per i medici e i pediatri di famiglia e, ovviamente, per i cittadini della nostra provincia affetti da Covid. La crescente richiesta di interventi e il bisogno di salute a questi correlato ci ha spinto a potenziare il servizio. Tanto che, già a distanza dell’attivazione del primo team, si è reso necessario mettere in campo una seconda squadra di professionisti, a cui nel mese di dicembre se ne è aggiunta una terza. La presenza sul territorio di più équipe itineranti ci ha consentito anche di diversificare le linee di attività e gli ambiti di intervento. Ciò, ad esempio, ha reso possibile un intervento tempestivo ed efficace nelle strutture religiose che, particolarmente nella Tuscia viterbese, si sono distinte per la presenza di diversi cluster significativi, con complessivamente oltre 250 religiosi colpiti dal coronavirus. Per queste motivazioni i Team Uscovid proseguiranno ad essere operativi fino a quando continueremo a rilevarne il bisogno nella popolazione».

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