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Circa il 29% di fiale di vaccino in meno per l’Italia

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L’azienda farmaceutica Pfizer ha ridistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano

Lo scorso venerdì l’azienda farmaceutica ha infatti comunicato che a partire da oggi consegnerà al nostro Paese circa il 29% di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario Arcuri e, suo tramite, con le Regioni italiane. Inoltre ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura. Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. Considerando che la Pfizer – si legge in una nota del Commissario – ha altresì unilateralmente redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano, di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario, considerando che era già stato comunicato dal Commissario Straordinario alle Regioni che da lunedì 18 gennaio una fiala avrebbe contenuto 6 dosi di vaccino, come da recenti indicazioni di Ema e di AIFA, nella prossima settimana a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi. Inoltre – prosegue la nota- l’arbitraria distribuzione decisa dall’azienda, non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un’asimmetria tra le singole Regioni, con una differente riduzione delle consegne in quasi tutte le Regioni tranne in sei.

Rischio di interruzioni che alterano l’efficacia dell’operazione vaccinale

Il Commissario all’emergenza Arcuri, preso atto della gravità della comunicazione nonché della sua incredibile tempistica, ha inviato una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi. “L’ipotesi di iniziare la somministrazione del vaccino agli “over 80”, di provvedere alla seconda dose per il personale sanitario e socio sanitario e per gli ospiti delle Rsa, senza la totalità delle dosi necessarie – prosegue la nota – porta quindi un grave nocumento al suo proseguimento. Penalizzare l’Italia è assai più grave, considerando lo sforzo sinora profuso da tutte le Regioni per accelerare l’andamento delle somministrazioni.

 

La ripartizione delle dosi che verranno consegnate alle Regioni
ed il confronto con il precedente piano di consegne

 

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