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Recovery plan, Fimmg: necessari investimenti veri e strutturali per la medicina generale

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La Federazione Italiana dei Medici di Famiglia in audizione alla Camera in Commissione Affari Sociali.

Da tempo la Fimmg sottolinea la necessità di una evoluzione del sistema assistenziale territoriale, in termini di medicina di prossimità, già messo a dura prova, anche prima dell’emergenza sanitaria dell’ultimo anno, dall’aumento di richiesta di assistenza generata dall’invecchiamento della popolazione che trascina con sé cronicità, disabilità, non autosufficienza, terminalità che vanno a sommarsi alle attività quotidiane della gestione delle acuzie minori. “Il tutto – ha spiegato ieri la Fimmg in audizione sul Recovery plan alla Camera in Commissione Affari Sociali – in un contesto di diminuita offerta ospedaliera di posti letto. L’attuale pandemia ha reso palese la necessità di investimenti veri, strutturali e con scadenze programmatorie precise nelle cure primarie e nella medicina generale in particolare. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare quanto proposto al capitolo 6, rimane, a nostro avviso, ancora fermo su affermazioni di principio generiche e prive di una proposta incisiva che, a fronte della dichiarata volontà politica, affronti con decisione una svolta nella programmazione e nella destinazione chiara dei finanziamenti. L’unico punto, apparentemente innovativo ma di fatto riedizione di modelli già attuati con scarsi o nulli effetti sull’assistenza, è quello delle “Case della comunità”. Anche su questa proposta si rimane tuttavia su generiche dichiarazioni, lontane dalla realtà quotidiana dell’assistenza ambulatoriale e domiciliare. Si rimane ad esempio legati alla mera divisione numerica della popolazione senza tenere conto delle caratteristiche del territorio e della popolazione stessa che vi abita. Non si prende in considerazione quale paziente e con quale modalità operativa il team mutidisciplinare prenderà in carico e quale sarà la sua articolazione.

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