-

Sale al 24,5% la percentuale di vaccinati rispetto al target previsto dall’Ue

infermier vacc
Con questa crescita lineare difficile raggiungere obiettivo europeo nei tempi prefissati. Il 39° Instant Report Altems Covid-19

La percentuale nazionale delle dosi di vaccino anti Covid-19 somministrate dalle Regioni rispetto a quelle assegnate è pari al 93%. Sono quattro le Regioni (Friuli-Venezia Giulia, Marche e Umbria P.A. di Bolzano) con la più elevata pressione per tasso di saturazione sia in area non critica sia in terapia intensiva. “Nonostante la percentuale nazionale delle dosi somministrate dalle regioni rispetto a quelle assegnate sia pari al 93% – afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS) – che è un indicatore di grande efficienza dal punto di vista organizzativo, è tuttavia indispensabile rafforzare il sistema organizzativo in vista della vaccinazione di massa. Gli indici di monitoraggio del Covid-19 che ALTEMS ha elaborato ci mostrano una situazione abbastanza sotto controllo, ma le varianti del virus si stanno facendo strada in alcune regioni italiane e possono riavviare la corsa del virus. Ad oggi sono state vaccinate il 24,54% dell’obiettivo di 5,1 milioni da raggiungere al 31 marzo 2021 – continua Cicchetti – pari a 1.256.500 persone vaccinate. Tuttavia, ipotizzando questo andamento lineare si stima che non si raggiungerà nei tempi stabiliti (31 marzo) l’obiettivo fissato dall’UE.”

È quanto emerso dalla 39ma puntata dell’Instant Report Covid-19, l’iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. L’analisi riguarda tutte le 21 Regioni e Province Autonome italiane. Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica è coordinato da Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica del Professor Gianfranco Damiani e della Dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene). A partire dal Report #4 la collaborazione si è estesa al Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (Professor Eugenio Anessi Pessina) e al Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (Professor Rocco Reina). Il team multidisciplinare è composto da economisti ed aziendalisti sanitari, medici di sanità pubblica, ingegneri informatici, psicologi e statistici. La finalità è comprendere le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid-19 in contesti diversi per trarne indicazioni per il futuro prossimo e per acquisire insegnamenti derivanti da questa drammatica esperienza.

Quadro epidemiologico

In merito agli aspetti epidemiologici si confermano le differenze importanti in termini di incidenza della diffusione del Covid-19 nelle diverse Regioni che proseguono anche nella Fase 2. I dati (al 08 Febbraio) mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (n = 419.604) sulla popolazione nazionale è pari a 0,70% (in calo rispetto ai dati del 01/02 in cui si registrava lo 0,75%). La percentuale di casi (n= 2.644.707) sulla popolazione italiana è in sensibile aumento, passando dal 4,27% al 4,43%.

L’incidenza settimanale corrisponde al numero di nuovi casi emersi nell’ambito della popolazione regionale nell’intervallo di tempo considerato. È stata individuata, come riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: nei 7 giorni tra il 9 ed il 15 novembre 2020 i nuovi casi, a livello nazionale, sono stati 366 ogni 100.000 residenti. La settimana appena trascorsa evidenzia un calo dell’incidenza settimanale, registrando un valore nazionale pari a 124 ogni 100.000 residenti.

Il primato per la prevalenza periodale sulla popolazione si registra nella PA Bolzano (8,40%), in Veneto (6,50%) e in Valle d’Aosta (6,28%), ma è in Puglia (1,27%) e in Campania (1,15%) che oggi abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento nelle altre regioni, e con un media nazionale pari a 0,70% (in calo rispetto ai dati del 01/02).

Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: la settimana tra il 22 ed il 28 novembre è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.612 casi ogni 100.000 residenti), mentre nell’ultima settimana la prevalenza periodale in Italia è pari a 858 casi ogni 100.000 residenti, in calo rispetto alla settimana precedente.

Letalità (rapporto decessi su positivi)

Nell’ultima settimana il dato più elevato si registra nella Valle d’Aosta pari a 19,76 x 1.000 e nella Liguria pari a 15,08 x 1.000, nonostante siano ben lontani dal valore massimo registrato a marzo; la letalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari al 4,37 per 1.000 (leggermente in aumento rispetto alla scorsa settimana analizzata 4,35 x 1.000).

Mortalità (rapporto decessi su popolazione)

Nell’ultima settimana, la mortalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari a 3,75% (in calo rispetto alla scorsa settimana analizzata 4,57%). Solo il Friuli-Venezia Giulia ha superato il valore soglia registrando una mortalità grezza pari a 12,52%.

Andamento dell’età dei contagi

È stato analizzato l’andamento dell’età dei contagi dal 24 agosto 2020 al 31 gennaio 2020. Si nota che i contagi tra gli over-70 sono passati dall’essere il 7,2% di tutti i nuovi contagi, nel periodo 24 agosto – 6 settembre, all’essere il 18,2%, nel periodo 30 novembre – 13 dicembre (picco massimo), per poi scendere al 16,4% nel periodo 28 dicembre – 10 gennaio, riprendere l’incremento nel periodo 4 gennaio – 17 gennaio al 16,70% e nel periodo 11 gennaio – 24 gennaio al 16,80% e scendere al 15,7% nel periodo 18 gennaio – 31 gennaio.

Nuova pressione per setting assistenziale (Domicilio, terapia medica, terapia intensiva, x 100.000 ab): 2 – 8 febbraio 2021

Dal report #29 è stato avviato il monitoraggio della distribuzione per setting della nuova pressione (aggiuntiva o sottrattiva) che il sistema sanitario ha registrato nella settimana appena trascorsa. Si può notare come nella settimana appena trascorsa la maggiore parte della nuova pressione si sia tradotta in nuovi casi isolati a domicilio. Nel complesso, in Italia, ci sono stati -29,01 isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, -1,32 ricoveri ordinari ogni 100.000 abitanti e -0,12 ricoveri intensivi ogni 100.000 abitanti.

Terapia intensiva

Nuovi Ingressi Settimanali in Terapia Intensiva

Dal report #33 è stato avviato il monitoraggio dei nuovi Ingressi Settimanali in Terapia Intensiva (x 100.000 ab). Il valore medio registrato nel contesto italiano è pari a 1,61 (in aumento rispetto alla settimana precedente pari a 1,51). Le regioni che hanno evidenziato più ingressi nel setting assistenziale della terapia intensiva durante l’ultima settimana sono il l’Umbria, il Molise, il Friuli-Venezia Giulia e l’Abruzzo.

Tassi di saturazione dei posti letto in Terapia Intensiva e di Area Non Critica al 8 febbraio 2021

L’indicatore mette in relazione il tasso di saturazione dei posti letto in Terapia Intensiva con il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica. Le soglie del 30% e del 40% sono individuate dal D.M. del 30/4/2020 come quelle oltre le quali vi è un sovraccarico rispettivamente per la Terapia Intensiva e per l’Area Non Critica. Si può notare come grazie queste soglie il grafico si divida in quattro quadranti: nel primo si posizionano tutte quelle regioni che hanno superato sia la soglia relativa al tasso di saturazione dei posti letto in Terapia Intensiva che quella relativa al tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, nel secondo si posizionano le regioni che superano solo la soglia relativa all’Area Non Critica, nel terzo sono presenti le regioni non a rischio di sovraccarico e nel quarto le regioni a rischio di sovraccarico relativamente alla sola Terapia Intensiva. All’ 8 febbraio 2021 quattro regioni (P.A. di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Umbria) si posizionano nel primo quadrante con la più elevata pressione per tasso di saturazione sia in area non critica che in terapia intensiva a livello nazionale registrata dall’Umbria. Le restanti Regioni, ad eccezione della Puglia (secondo quadrate), della P.A. di Trento e della Lombardia (quarto quadrante) non è a rischio di sovraccarico in nessuna delle due aree oggetto di valutazione, posizionandosi, quindi, nel terzo quadrante. Puglia e Lombardia si posizionano sulla soglia del 30% relativamente alla saturazione delle terapie intensive.

Andamento vaccinazioni Covid-19 in Italia

Bandi per medici da destinare alle vaccinazioni al 8 febbraio 2021

Dal rapporto #36 si avvia il monitoraggio delle regioni che hanno emanato bandi per l’assunzione di personale medico da dedicare alla campagna vaccinale anti Covid-19. All’ 8 febbraio nove regioni hanno emanato bandi a tale scopo, non vi è stato nessun cambiamento dalla scorsa settimana. La Lombardia è la regione che ha emanato più bandi, seguita dal Lazio, dall’Emilia-Romagna, dal Piemonte e dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

Numero medio di vaccinazioni per punto di somministrazione al 8 febbraio 2021

È stato analizzato il rapporto tra vaccinazioni effettuate e punti vaccinali, esprimendo così un numero medio di vaccinazioni effettuate da ciascun punto di somministrazione regionale.

Il valore più alto dell’indicatore si registra in Veneto, dove ciascun punto di somministrazione ha effettuato circa 32.376 vaccini. Valori alti dell’indicatore si riscontrano anche in Emilia-Romagna (20.520), Toscana (13.307), Friuli-Venezia Giulia (13.939) e Puglia (13.116). Al contrario il suddetto indicatore rivela un basso rapporto tra vaccini inoculati e punti di somministrazione in Basilicata (4.442) ed in Valle D’Aosta (4.124).

Numero medio di vaccinazioni per punto di somministrazione dal 2 febbraio al 8 febbraio 2021

È stato analizzato il rapporto tra vaccinazioni effettuate e punti vaccinali, esprimendo così un numero medio di vaccinazioni per punto di somministrazione nell’ultima settimana. Negli ultimi 7 giorni, le regioni che hanno effettuato il maggior numero di inoculazioni per punto di somministrazione sono state: il Veneto (6.353), l’Emilia-Romagna (4.751) e il Friuli-Venezia Giulia (3.356).

Al contrario, la Sardegna (1087), la Basilicata (1064) e la Liguria (1076) sono le regioni che, per punto di somministrazione, hanno registrano il numero più basso di somministrazioni.

Percentuale di dosi distribuite (somministrate/consegnate) al 9 febbraio 2021

L’indicatore mostra la percentuale di dosi di vaccino somministrate rispetto alle dosi consegnate. Dal grafico si evince che la Valle d’Aosta (il valore è superiore al 100%, verosimilmente dovuto all’aver usato più di 5 dosi per fiala), il Piemonte e la P.A. di Bolzano sono le regioni con la percentuale di dosi somministrate più alta, mentre la Liguria, la Calabria e la Basilicata registrano i valori più bassi. In Italia l’92,95% delle dosi vaccinali consegnate sono state somministrate.

Dosi somministrate/popolazione residente (per 10.000 abitanti) al 9 febbraio 2021

L’indicatore mostra le dosi di vaccino somministrate rispetto alla popolazione residente in ogni regione italiana (per 10.000 abitanti). Dal grafico risulta che la P.A di Bolzano, la Valle d’Aosta e l’Emilia-Romagna sono le regioni in cui si sono somministrati più vaccini rispetto alla popolazione residente. L’Abruzzo, la Calabria e l’Umbria attualmente sono le regioni in cui si sono somministrate meno dosi.

Dosi consegnate/popolazione residente (per 10.000 abitanti) al 9 febbraio 2021

L’indicatore mostra il valore complessivo di dosi di vaccino consegnate rispetto alla popolazione residente in ogni regione italiana (per 10.000 abitanti). Dal grafico risulta che la P.A di Bolzano, il Friuli-Venezia Giulia e la Liguria sono le regioni in cui l’indicatore segna i valori più alti. L’Umbria, l’Abruzzo e la Puglia sono le regioni caratterizzate da indici più modesti.

Dosi somministrate/popolazione residente (per 1.000 abitanti)* – Incremento 2 Febbraio – 9 febbraio 2021

L’indicatore mostra l’incremento nelle dosi di vaccino somministrate rispetto alla popolazione residente in ogni regione italiana (per 10.000 abitanti). Dal grafico risulta che l’incremento maggiore rispetto alla settimana precedente si è avuto nella P.A. di Bolzano e in Piemonte. L’Umbria, la Sardegna e la Campania sono le regioni in cui si è assistito all’incremento più modesto.

Dosi consegnate/popolazione residente (per 10.000 abitanti)* 2 – 9 febbraio 2021

L’indicatore mostra le dosi di vaccino consegnate rispetto nella settimana precedente nella popolazione residente in ogni regione italiana (per 10.000 abitanti). Dal grafico risulta che la P.A. di Bolzano, il Friuli-Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna sono le regioni a cui sono state consegnate più dosi rispetto alla popolazione residente. L’Abruzzo, l’Umbria e la Sardegna attualmente sono le regioni in cui sono state consegnate meno dosi.

Dosi somministrate/popolazione residente > 80 anni (per 1.000 abitanti)* – 9 febbraio 2021

L’indicatore mostra le dosi di vaccino somministrate rispetto alla popolazione residente con età maggiore di 80 anni in ogni regione italiana (per 10.000 abitanti). Dal grafico risulta che la P.A. di Bolzano, la P.A di Trento ed il Molise sono le regioni in cui si sono somministrati più vaccini rispetto alla popolazione residente. La Sardegna, l’Abruzzo e la Calabria attualmente sono le regioni in cui si sono somministrate meno dosi.

Stato dell’arte vaccinazioni al 10 febbraio 2021 in riferimento all’obiettivo del 31 Marzo 2021 dell’UE

Dal report #38 si avvia il monitoraggio dello stato dell’arte delle persone vaccinate (a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino) alla luce del target fissato dall’UE in riferimento alla data del 31 marzo 2021, data in cui l’UE chiede ai Paesi membri di raggiungere l’obiettivo dell’80% di persone vaccinate (operatori sanitari e sociosanitari, e persone >80 anni). Ad oggi sono state vaccinate il 24,54% dell’obiettivo di 5,1 milioni da raggiungere al 31 Marzo 2021, pari a 1.256.500 persone vaccinate.

Countdown vaccinazioni all’obiettivo del 31 Marzo 2021 dell’UE

Dal report #39 si avvia il monitoraggio dell’andamento delle vaccinazioni covid-19 e stima del numero di persone vaccinate (a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino) alla data del 31 Marzo 2021, data in cui l’UE chiede ai Paesi membri di raggiungere l’obiettivo dell’80% di persone vaccinate (operatori sanitari e sociosanitari, e persone >80 anni). La data di partenza del grafico è stata il 17 gennaio, giorno 1 della seconda dose in Italia, visto che consideriamo a tutti gli effetti vaccinato un individuo che ha ricevuto la seconda dose. Il confronto è stato reso con una ipotetica velocità ideale che seguendo un andamento lineare si sarebbe dovuta tenere per raggiungere in tempo il target vaccinale del 31 marzo, corrisponde a 5,1 milioni di vaccinati. Ad oggi si registrano 1.256.500 di persone vaccinate, che corrisponde ad un buon andamento nelle vaccinazioni, tuttavia ipotizzando questo andamento lineare non si raggiunge nei tempi stabiliti (31 marzo) l’obiettivo fissato dall’UE.

Print Friendly, PDF & Email