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Nuovi test molecolari per lo studio della tubercolosi e della sua farmacoresistenza

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L’Oms rinnova il suo impegno nella lotta alla Tbc.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha annunciato la validazione di nuove tecnologie molecolari, che permetteranno significativi progressi nella diagnosi della tubercolosi e nello studio della sua farmacoresistenza. Ad oggi, un terzo delle persone affette da Tbc e più della metà di quelle colpite da varianti farmacoresistenti non vengono diagnosticate e trattate adeguatamente. Ora, questo gap diagnostico potrebbe ridursi significativamente, grazie a tre nuove classi di test molecolari evidenziate da una consultazione del “Guideline Development Group” indetta dalla Oms a Dicembre 2020. Queste metodiche, basate su tecniche di amplificazione di acidi nucleici (Nucleic Acid Amplification Tests, NAATs), sarebbero estremamente sensibili nel rilevare non solo la presenza dei bacilli, ma soprattutto la loro resistenza a terapie antibiotiche di prima e seconda linea, come l’isoniazide, la rifampicina e la pirazinamide. La pubblicazione di nuove linee guida per l’applicazione di questi test a livello nazionale è prevista nel corso del 2021. “Chiediamo un rinnovato impegno politico e il supporto da parte degli stakeholder per garantire che questi aggiornamenti siano messi rapidamente in pratica” – aggiunge al comunicato dell’OMS la Dottoressa Tereza Kasaeva, direttrice del “Global Tubercolosis Programme”.

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