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In Italia graduale miglioramento della qualità delle cure

personale ospedale
Ma rimane la frammentarietà dell’assistenza ospedaliera. Presentata la nuova edizione del Piano Nazionale Esiti elaborato da Agenas.

Analizza 177 indicatori (72 sugli esiti e i processi assistenziali, 75 sui volumi di attività e 30 sui tassi di ospedalizzazione) in relazione ai seguenti ambiti clinici: cardio e cerebrovascolare, digerente, muscolo-scheletrico, pediatrico, ostetrico e perinatale, respiratorio, oncologico, urogenitale e malattie infettive. È l’edizione 2020 del Piano Nazionale Esiti di Agenas realizzata in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Dipartimento di Epidemiologia della ASL Roma 1, presentata oggi in diretta streaming dall’Auditorium del Ministero della Salute, alla presenza del Ministro Roberto Speranza. “I dati del Pne confermano un graduale miglioramento della qualità delle cure a livello nazionale su tutte le aree cliniche analizzate dal Pne – dichiara il Direttore Generale Domenico Mantoan – sebbene ci sia ancora da lavorare per superare alcune criticità quali la frammentarietà dell’assistenza ospedaliera, nonché per limitare le disomogeneità di prestazioni presenti sia a livello interregionale sia intraregionale. L’impegno di Agenas, che anche con il PNE prosegue la sua attività di ricerca e di supporto nei confronti del Ministro della salute, delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, rimane costante nella definizione di una maggior efficacia degli interventi sanitari, nonché di qualità, sicurezza e umanizzazione delle cure.” “Nel corso di questi anni Agenas – dichiara il Presidente Enrico Coscioni – attraverso il PNE si è concentrata nella valutazione comparativa tra soggetti erogatori, quali aziende sanitarie – ospedali pubblici e privati accreditati – oltre che tra gruppi di popolazione, osservando un costante miglioramento delle strutture le cui aree cliniche si collocano in molti casi a livelli di qualità alti o molto alti. Si tratta di importanti risultati che ci stimolano a proseguire nella direzione di un ampliamento delle attività oggetto di indagine senza, ovviamente, mai dimenticare l’importanza nella qualità dei dati come dimostrano gli oltre 3.000 audit condotti”.

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